O Moretti, ciao. O della nazionale reduci 1
Caro direttore, mi sono divertita molto con lo show che ha fatto Nanni Moretti durante il comizio dell’Ulivo. È deprimente vedere i suoi film ma mi ha colpito molto lo sguardo di sfida di Rutelli e Fassino (che del resto mantengono in ogni occasione) e il controllo che hanno dovuto imporsi per non rinnegare un regista che comunque si riconosce nel loro stesso schieramento. Moretti ha espresso il suo rammarico perché evidentemente non vuole essere un perdente a vita come invece hanno scelto di fare i suoi compagni di partito. Questa situazione comunque è la condanna di chi sceglie la menzogna contro la realtà imponendo come legge la divisione che regna nel loro stesso cuore.Naturalmente non è mancato l’attacco a Berlusconi che ha vinto le elezioni perché ha comperato i voti. Allora io voglio dire che ho votato Berlusconi e l’ho fatto votare ai miei parenti e amici e non ha pagato nessuno di noi. Mi auguro quindi – perché non è interesse di nessuno e neanche mio che non ci sia un’opposizione in Italia – che questi politici possano accorgersi della realtà e ritornare alla loro vera anima popolare. In un clima positivo di confronto possa continuare il lavoro di costruzione comune con le realtà della loro tradizione per risollevare le sorti della nostra nazione.
Giuliana Valzasina, Milano
Rutelli “non ci sta”, D’Alema sguscia dal proscenio di Piazza Navona, Fassino chiede aiuto al cineasta: Nanni Moretti ancora una volta è riuscito a mettere in subbuglio il popolo e i leader della sinistra, con un j’accuse alla dirigenza dell’Ulivo che ricorda più il qualunquismo che il grido di Emile Zola, e che fa seguito alla sua precedente richiesta al nostro Maximo di dire “qualcosa di sinistra”. Patetico il no-stro “intellettuale”: vuole la sinistra, anzi pretende che altri gliela confezionino ma evidentemente non ne conosce i contenuti, altrimenti potrebbe fare lo sforzo di indicarne qualcuno. Ma a Moretti non viene il sospetto che sia difficile inventare “qualcosa di sinistra” perché questo qualcosa non esiste o che almeno non esista qualcosa di presentabile? È di sinistra l’aborto? Il divorzio? La liberalizzazone della droga? L’Articolo 18 dello statuto dei lavoratori? Lo strapotere sindacale ancorato solo alla propria sopravvivenza? Il movimento no global? Il talebanismo o l’islam dei padroni dell’oro nero? E l’elenco potrebbe continuare all’infinito: ci risparmiamo la fatica e chiediamo a Moretti di dirci lui “qualcosa di sinistra”. Ma per favore, ci risparmi le ovvietà, come la giustizia sociale, l’eliminazione del debito ai Paesi poveri. Perché in questo caso ci sentiremmo autorizzati a chiedergli se ritiene che esista un movimento che propugni l’ingiustizia sociale oppure se dovremmo considerare di sinistra la gestione del denaro che dittatorelli di ogni colore hanno fatto delle risorse della Banca Mondiale e del Fondo Monetario. E Moretti non ci venga a dire che quelle risorse tradotte in armi ed in guerre, tribali o no, sono “di sinistra”.
Pasqualino Spatafora, Roma
Secondo Sandro Magister «anche il Papa ha il suo Nanni Moretti. Si chiama Vittorio Messori. Ha scritto assieme a Giovanni Paolo II un libro-intervista vendutissimo in tutto il mondo. Ma ora gli rinfaccia che Assisi è stato un grosso sbaglio. A danno del popolo dei fedeli».
L’attacco di Nanni Moretti al centro-sinistra è stato proditorio, forse un agguato. Ma per un aspetto ha colpito nel segno. Un gruppo dirigente che per anni ha assunto Nanni Moretti come prototipo del cittadino ulivista, non è politicamente all’altezza di cogliere le attese dei cittadini raziocinanti e liberi… tieni proprio raggione a’ Raffaè!!! Mamma mia che scuorno!
Geppino Ajello, Napoli
Della serie: «ogni scarrafone è bello a mamma sua».
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