Dalla Spagna alla Francia, passando per il Regno Unito fino all’Italia, è in corso un attacco a chi si rifiuta di praticare eutanasia e aborto. Eppure «l’obiezione non è una concessione, ma la base della democrazia», dice padre Geissler, direttore del Centro Newman
Manifesti a Milano contro i medici obiettori di coscienza sull’aborto, Milano, giugno 2021 (foto Ansa)
“L’Italia ha la sua Alabama: si chiama Molise”: dopo due rinvii, decine di titoli (come questo di Wired) e interviste a «l’ultimo ginecologo non obiettore» della regione, Michele Mariano è andato in pensione il 1° gennaio, lasciando al Cardarelli di Campobasso solo una collega a praticare interruzioni di gravidanza. Il concorso pubblico regionale per l’assunzione di un medico non obiettore è infatti andato deserto, va da sé che il caso Molise riattizzasse la più secolare delle battaglie: quella per rovesciare «il paradigma della libertà di coscienza nel suo opposto simmetrico, il politicamente e ideologicamente e deontologicamente corretto». Giuliano Ferrara lo scriveva già all’epoca del diktat di Nicola Zingaretti (ricordate, anno 2014, il divieto di obiezione nei consultori del Lazio?) e lo scriveva benissimo: «L’obiezione di coscienza va sradicata, va travolta l’ultima frontiera che mette il mondo al riparo, almeno un poco, da una completa sordità morale di fronte a fenomeni di espr...