OGGETTI PER NULLA IDENTIFICATI, QUELLI DEL REFERENDUM
Dal Corriere del 15 maggio, sondaggio Ispo: «A giugno ci sarà qualche consultazione nazionale o referendaria?» Risposta: non so, 4 per cento. Qualcosa ma non so cosa, 9. Niente, 45. Un’elezione (non meglio precisata), 4. Totale di coloro che non sanno che cosa debba accadere il 12 di giugno, 70 per cento. è un Ufo, il referendum, a meno di un mese dalle urne. E sì che se ne parla parecchio, sui giornali. Per la quarta volta il filosofo Severino spiega sul Corriere come l’embrione non abbia un’anima, per la sesta Giovanni Sartori, chiarisce che «non esiste» proprio. Emma Bonino mette su l’ennesimo comitato femminista, Gianfranco Fini cambia d’improvviso bandiera, insomma non si parla d’altro, e niente, il 70 per cento degli italiani, secondo l’Ispo, cade dalle nuvole: a giugno? Boh. Una elezione, forse. C’è sempre una qualche elezione, a giugno, in Italia.
Che l’argomento non appassioni la popolazione lo si evince anche dal sondaggio di Nicola Piepoli pubblicato il 16 maggio da Libero. Domanda: «Conosce anche solo a grandi linee i contenuti della legge sulla fecondazione assistita?» Risposta: 76 per cento, no. Domanda di riserva: «Secondo lei, cosa si intende per fecondazione assistita?». Risposta sbagliata, non lo so, 90 per cento. Solo il 7 sa cos’è la fecondazione omologa. Il 12 ritiene che si tratti di una fecondazione fra persone dello stesso sesso.
Una Caporetto, insomma, l’informazione sulla legge 40, oggetto assolutamente non identificato, groviglio di parole incomprensibili a chi non abbia almeno un titolo di scuola media superiore. Ha ragione il genetista Bruno Dallapiccola, quando dice che non andrà a votare perché secondo lui in quei quattro quesiti ci capiscono poco anche molti medici di base; e che è più serio, dunque, e dignitoso non andare alle urne, e rifiutare che di una legge simile, che decide di cos’è un uomo, e di che se ne può fare, decida un referendum, con la rozzezza dei suoi “sì” e “no”.
Perché poi alla fine anche quelli che al 15 di maggio non sapevano neanche di che si parlasse, forse a votare ci andranno. Per il sondaggio di Libero solo il 10 per cento sa cos’è la fecondazione assistita, ma ben il 31 sa già che voterà sì. Che importa l’embrione, le staminali e il resto? è una scelta di campo. Bisogna fare “qualcosa di sinistra”. Si andrà a votare, in tanti, visti i manifesti per strada, per la “salute della donna”, per la “libertà”, con in testa lo slogan più efficace. Si andrà a votare allegri, senza aver capito niente.
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