Ogni obesone è bello a mamma sua

Di Massobrio Paolo
31 Gennaio 2002
Al grido di ciccione è bello, si è aperta in Senato una querelle all’interno della maggioranza.

Al grido di ciccione è bello, si è aperta in Senato una querelle all’interno della maggioranza. Protagonisti i senatori Pedrizzi (An) e Contestabile (Fi). Il primo è stato relatore di un’iniziativa del ministro della Salute Gerolamo Sirchia che vorrebbe avviare in Italia un piano di comunicazione antiobesità; il secondo è un obeso vero e proprio (127 chili) che rivendica il proprio status e non accetta d’essere considerato come un menomato.

«Sono grasso per scelta – dice Contestabile – i grassi sono belli». Ora, non essendo estate quando i giornali hanno penuria di notizie, la boutade del senatore che guarda se stesso è passata inosservata, ma il circo Barnun della politica ha comunque messo in scena un altro spettacolo fatto di opinioni in libertà, di uscite isteriche e irresponsabili a fronte di un provvedimento che vivaddio ha finalmente un senso. Quante, infatti, sono oggi le patologie legate ad un’alimentazione errata di un popolo in sovrappeso ed ipernutrito? Troppe, se andiamo a vedere nella cartelle cliniche di casa nostra o in quelle di amici e parenti. Occorre un rimedio, a cominciare dai più piccoli, coccolati dai colori del marketing delle multinazionali che gli propinano un monogusto ed anche una buona dose di grassi che un giorno potrebbero avere effetti nocivi, anzitempo, sulla loro salute. Certo, sembra un’accusa a Mc Donald’s e, col medesimo isterismo del senatore Contestabile, qualcun altro alzerà le spalle del permissivismo alimentare a suon di panini ciuf ciuf e patatine succose.

Non ditegli che se ne frega di sé e dei propri figli, perché si potrebbe offendere… in fondo porta a casa uno stipendio, no? Al Ministro Sirchia voglio dedicare un vino straordinario, che ho riassaggiato l’altra sera dopo aver incontrato i Club di Papillon di Bologna, Rimini, Padova e Rovigo. Ed è il Terralba ’98 di Alessandro Sgaravatti (tel. 0429/780530) di Mosnelice (Pd). Ha colore solare, profumi di limoni di Sorrento, gusto ampio, caldo, armonico, L’ho assaggiato su una pasta con gamberi freschi e verza, preparato da Domizia. E alla sera, mentre a Rovigo discutevo di gusto col sindaco, il parroco ed il delegato del Club, pensavo che il ministro dovrà tener conto di un altro passaggio legato al suo esemplare progetto: il gusto. Fa bene all’anima ed anche al corpo, ma soprattutto è un fattore di storia, tradizione e cultura che dobbiamo poter consegnare ai nostri bambini. Altro che alzate di spalle. (massolon@tin.it)

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