Oltre al Gianduiotto
Anche quest’anno si festeggia in buona compagnia. Dal Piemonte arrivano puntuali le proposte al cioccolato di Caffarel. Vanto della tradizione artigiana tutta piemontese dalla lunga storia. Se infatti già dal XVII secolo Torino era considerata il regno del cioccolato, è con il 1826 che la rotta seguita fino a quel momento vira con decisione verso lidi ancora inesplorati. Pier Paul Caffarel trasforma una piccolissima conceria in un laboratorio dedicato all’esclusiva produzione di cioccolato, nasce così l’azienda che si è sempre distinta per il virtuoso e proficuo mix di tradizione e innovazione che ha dato lezione persino agli svizzeri. Un pasticcere elevetico, infatti, tale Cailler, visita Caffarel e apprende i segreti dell’arte; una volta tornato in patria dà vita alla prima fabbrica svizzera di cioccolato. Caffarel, dunque, come il punto di riferimento internazionale del cioccolato di qualità. Di cui il simbolo rimane il famoso cioccolatino Gianduiotto, dal nome di Gianduja, Gian d’la duja o Giovanni del Boccale, la caratteristica maschera piemontese dal codino all’insù e dal cappello a tricorno, simbolo della lotta per l’indipendenza che si combatté in Piemonte nel 1799. Per la Pasqua 2007, fra le innumerevoli proposte, una nuova collezione di uova: la linea Eccellenza piemontese, nei gusti Sapore Intenso Nocciola, Latte, Cacao 80 per cento, Vaniglia e Arancia, con una sorpresa d’argento e una confezione elegante. L’eccellenza piemontese firma anche un cofanetto portagioie contenente 430 grammi di ovicini assortiti. E poi ci sono le colombe, dalla classica a quella ai frutti esotici. Questo è solo un assaggio. Il resto aspetta a tavola.
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