Ora siamo un po’ più soli

Di Rodolfo Casadei
24 Maggio 2007
«Prima i nazionalisti avevano solo un partito, adesso possono infiltrarsi in tutti quelli che vogliono». Gotzone Mora, una socialista contro il premier

«Queste elezioni si svolgono in un clima di totale mancanza dei più elementari criteri di democrazia. Non c’è nessuna libertà di espressione né di movimento sul nostro territorio. La partecipazione ai comizi dei partiti costituzionalisti è molto ridotta, perché la gente ha paura. Noi non nazionalisti siamo segnati a dito». Gotzone Mora, consigliere comunale uscente del Psoe in un municipio alle porte di Bilbao ed esponente di punta del movimento che si oppone alle trattative con l’Eta, esprime tutta la sua amarezza di fronte alla piega che, nel Paese Basco, stanno prendendo le elezioni amministrative previste per il 27 maggio.
La legge sui partiti politici proibisce le candidature promosse o strumentalizzate dall’Eta. Per questo Batasuna è stata esclusa. Il 27 maggio la legge sarà rispettata?
No. In Spagna si stanno violando costantemente la legge e lo Stato di diritto. Le candidature, soltanto alcune delle quali sono state squalificate dalla Procura generale e dall’Avvocatura dello Stato, comprendono persone che sono appartenute all’Eta o a Batasuna quando questa era legale. Inoltre ci sono candidature “coperte”, di persone non compromesse ma di cui conosciamo le idee e la collocazione ideologica, perché il Paese Basco è molto piccolo. Esse permetteranno all’Eta e ai suoi satelliti nei nostri Comuni di venire in possesso dei nostri nomi e cognomi, dei nostri indirizzi, dei nostri numeri di conto corrente bancario e del saldo del conto. Tutto questo è pericoloso.
La Procura generale dello Stato e il giudice Garzon dicono che non hanno elementi sufficienti per mettere fuori legge Acciòn Nacionalista Vasca, il partito che avrebbe preso il posto di Batasuna. Che ne pensa?
Anzitutto avrebbero dovuto dirci quali sono questi elementi che giudicano insufficienti. Più in generale, direi che in questo momento in Spagna vige quello che noi definiamo “il cerimoniale della confusione”: si utilizzano concetti vaghi e vuoti per andare avanti sulla strada dei negoziati e degli accordi conclusi in un certo momento dal governo coi terroristi dell’Eta. Nelle candidature dell’Anv è presente l’Eta, questo lo sanno tutti. Lo stesso vale per il Partito comunista delle terre basche, presente nel parlamento regionale, e per certe liste civiche. Prima Eta era presente con un solo partito (Batasuna) nei nostri consigli comunali e parlamenti regionali, adesso ne avrà tre.
Lei sostiene che ci sono accordi fra l’Eta e il governo di Zapatero. Su quale base?
Che ci fossero accordi io l’ho già denunciato tre anni fa e per questo è stata avviata una procedura di espulsione contro di me nel mio partito. Ma non è stata conclusa perché il tempo mi ha dato ragione. Oggi che ci siano stati negoziati con l’Eta e che siano stati conclusi accordi lo si desume dalle stesse dichiarazioni del segretario organizzativo del Psoe Josè Blanco sui giornali. Io ho le mie informazioni da compagni di partito e posso assicurarvi che i rapporti vanno avanti da anni.
Lei è consigliere comunale uscente. Perché non si ripresenterà?
In primo luogo perché la dirigenza attuale del Psoe sta aggredendo lo Stato di diritto e la democrazia e io non posso mettere il mio nome e la mia immagine al servizio di questi dirigenti. In secondo luogo io sono cristiana, e la fede mi insegna che la cosa più importante per una persona è la libertà; io lotto per questa libertà cristiana, che ci rende grandi e ci dà la pace. Il Psoe in questo momento è contro questa libertà e nega le libertà ai cittadini spagnoli. Attendiamo tempi migliori, attendiamo un’altra dirigenza di partito, magari guidata da un uomo come Xavier Solana.

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