Ore costose
Due sono i provvedimenti che Jospin ed i suoi alleati hanno considerato “grandi leggi sociali”: quello sulla diminuzione dell’orario legale di lavoro settimanale (legge delle “35 ore” o “legge Aubry”, dal nome della socialista, figlia di Jacques Delors, che ne é stata la promotrice) e la legge “emplois-jeunes” (occupazione giovani) che prevedeva l’assunzione a tempo determinato (cinque anni) di 700.000 giovani disoccupati tra i 18 ed i 26 anni, 350.000 nell’amministrazione e nel settore associativo statale e 350.000 nelle aziende private. Nel 1998 Jospin assicurava che le “35 ore” si sarebbero autofinanziate con le entrate dovute all’aumento dei contributi. In realtà le “35 ore” costeranno allo Stato, solo per il settore privato, 10,7 Mld di euro all’anno.
Le stime sul numero di posti di lavoro creati dalla legge tra il 1997 ed il 2000 variano da 250.000 a 300.000; ma nello stesso periodo il mercato ne creava 1,7 milioni.
Dei 700.000 posti di lavoro previsti invece dalla “emplois-jeunes”, la parte relativa al settore privato non é nemmeno iniziata.
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