ORGANIZZAZIONI NON GOVERNABILI

Di Bracalini Paolo
08 Settembre 2005

La Commissione per la giustizia e la sicurezza Ue ha stilato un codice di condotta sulla vulnerabilità del non profit al finanziamento del terrorismo. La bozza, pubblicata pochi giorni fa dal dipartimento di Franco Frattini elenca tutte le caratteristiche “sospette” di un’organizzazione non profit europea che, dietro alle parvenze altruistiche, possa nascondere trame kamikaze: poca trasparenza nelle attività, nell’organizzazione interna e nei sistemi di finanziamento, uso di circuiti alternativi ai canali bancari, incoerenza tra obiettivi e somma delle entrate. Proprio le stesse evidenze segnalate recentemente dal Sismi nella relazione semestrale al Parlamento italiano: «i flussi finanziari a sostegno delle holding del terrore continuano ad essere ricondotti al supporto offerto da Paesi amici», spesso tramite «associazioni caritatevoli, quote di profitti di origine legale e fondi di Ong-onlus dirottati». La bozza però non è piaciuta alle Ong italiane. Edo Patriarca, portavoce del Forum del Terzo settore: «è una bestemmia associare Ong e terroristi». E il presidente delle Ong Italiane Sergio Marelli che si chiede se dietro non ci sia «la solita operazione del governo Blair per coprire i misfatti iracheni e far vedere, invece, che lotta contro il terrorismo».

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