Oriana, una giornalista
Forse è una biografia, forse un romanzo. Forse una sorta di intervista a distanza. Di quelle in cui la Fallaci era specialista: un corpo a corpo con l’intervistato, inquisito, indagato, messo alle strette, costretto a tirar fuori ogni fibra di sé. Un corpo a corpo affettuoso e pugnace («un omaggio» dice lei), in cui MGM ricostruisce con tratto scorrevole e ammirato la vita dell’inquieta scrittrice. Rievoca la dura infanzia fiorentina: la casa povera ma piena di libri; le lacrime di rabbia della madre che le fanno giurare a se stessa che non sacrificherà mai la sua vita per la famiglia; il volto del padre gonfio per le botte degli aguzzini, lezione mai dimenticata di amore per la libertà; le missioni come staffetta dei partigiani; la maturità a pieni voti con due anni di anticipo; la decisione di diventare scrittrice e di conoscere il mondo. La gavetta, in fondo, breve: quel suo modo diretto di raccontare, insieme oggettivo e appassionato, sfonda subito i muri della piccola cronaca e la lancia sulle pagine dell’Europeo. Il primo servizio da Tehran già la rende famosa. Poi i reportage da Hollywood, gli articoli sulle donne in Oriente che diventano il best seller Il sesso inutile, il Vietnam raccontato senza veli, inimicandosi americani e comunisti. Soprattutto le grandi interviste, ricercate e temute. Gheddafi e Arafat, smascherati nelle loro piccinerie, Golda Meir e Indira Gandhi, le donne che stima, impegnate a costruire per i loro Paesi. Poi l’amore intenso e contrastato con Andrea Panagulis, la bestia nera del regime dei colonnelli greci, il figlio perduto, Lettera a un bambino mai nato, la dolorosa meditazione sulla maternità e l’aborto, tradotto in polacco dall’allora vescovo di Cracovia, Karol Wojtyla. Quasi in un botta e risposta a distanza, lei indicherà in Giovanni Paolo II il personaggio più importante di una fine secolo costellata invece da figure di secondo piano. Lei, l’inflessibile laica, che riprenderà in mano la penna solo per difendere, dopo l’11 settembre, l’intera tradizione dell’Occidente.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!