Ortodossi

Di Persico Roberto
26 Giugno 2003
«La nostra coscienza religiosa non ci consente di accettare il nuovo corso da lei prescelto. Si fermi, per amor di Dio, si fermi!»

«La nostra coscienza religiosa non ci consente di accettare il nuovo corso da lei prescelto. Si fermi, per amor di Dio, si fermi!». «La vostra è la posizione di veri e propri confessori della fede. Avete già l’aureola…». Il drammatico colloquio ha luogo a Mosca, dicembre 1927. Da una parte il locum tenens patriarcale Sergij, dall’altra una delegazione di religiosi che lo implora, invano, di rivedere le sue posizioni. Nell’episodio è sintetizzato tutto il dilemma della Chiesa ortodossa sotto il comunismo, giocato fra una gerarchia che spera di salvare qualcosa asservendosi al potere e la santità e l’eroismo di tanti (vescovi, monaci, semplici fedeli) che si affidano a Cristo. Michail Karovskij è storico di professione e racconta le vicende della Chiesa russa dalla fine degli anni ’30 alla metà degli anni ’70 del Novecento. Due fattori soprattutto colpiscono: da un lato l’uso spregiudicato che il potere fa della Chiesa, secondo gli interessi del momento, dall’altro «l’irrefrenabile religiosità del popolo».
Michail Karovskij, La croce e il potere. 280 pp. La casa di Matriona, euro 14

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