Oscar europeo
L’European Voice, “una visione indipendente dell’Ue” come dice lo strillone, ha messo in piedi il premio EV50, «per premiare quelle persone che hanno svolto un ruolo importante e decisivo nella costruzione dell’Europa». I candidati scelti, tutti indipendenti, sono cinquanta, divisi in 10 categorie indipendenti, con 5 nomi di personaggi indipendenti per ciascuna. Prendi per esempio quella dei giornalisti. Chi trovi? Lilly Gruber. Motivazione: «Ha avuto il coraggio di protestare contro Berlusconi e di lasciare la Rai per il Parlamento europeo». Poi tra i cinque membri del Parlamento europeo da Oscar, l’olandese Johanna Boogerd-Quaak. Quella del rapporto «sui rischi di violazione nell’Ue e particolarmente in Italia della libertà di espressione e di informazione»? Sì, quella. Nella cinquina c’è anche il leader del maggio francese, Daniel Cohn-Bendit. Uno indipendente, si capisce, che vede nell’ascesa di Berlusconi «l’azzeramento della politica». Poi tra gli uomini di spettacolo Pedro Almodóvar, altro estimatore di Berlusconi, e pure la berlusconiana Emanuelle Beart, perché «con Berlusconi l’Italia è regredita in campo culturale e cinematografico». La serata di gala con premiazione è per il 30 novembre. Gradito l’abito scuro e l’Unità sotto il braccio.
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