Oui, c’est trash
Nicolas Sarkozy era ancora soprannominato Tom Cruise (il copyright è dell’ex primo ministro francese Dominique de Villepin, che così definiva il suo ministro degli Interni, belloccio ma basso), quando sotto il nostro smaliziato sole spuntavano trend destinati a cambiare il corso politico. Era la dolce vita ai tempi di Silvio Berlusconi, quando l’Italia aveva un premier che s’inventava la bandana, le serate al Pepero e i maglioncini azzurri buttati con nonchalance sulle spalle. Le passeggiate con le amiche a Villa Certosa e le struggenti lettere a Veronica. Il simpatico trionfo dell’italiano medio, che finalmente vedeva incarnati certi suoi “valori” (la piacioneria, la moglie bella e amata sì, ma pur sempre un po’ scocciatrice, persino la villa per i week end di riposo). Ben altri sono i protagonisti di oggi. Ha voglia Sarko a dichiarare i suoi sentimenti: «Con Carla (Bruni, bien sur) è una cosa seria». Siamo a distanze siderali da parole come: «La tua dignità (.) la custodisco come un bene prezioso nel mio cuore anche quando dalla mia bocca esce la battuta spensierata». Così scrisse Berlusconi alla moglie Veronica che l’aveva strapazzato via Repubblica per le sue ironiche “proposte indecenti” a una deputata e a una soubrette.
E però anche l’inquilino dell’Eliseo non si risparmia nello sforzo di proporre al mondo la sua personale telenovela. L’abbandono dell’algida moglie Cècilia e l’incontro con la nuova fiamma, un colpo di fulmine durante una cena con amici (l’autorevole Times ha indagato e scoperto che quella prima sera Sarkozy e la Bruni parlarono fitto e non si separarono un attimo). Il debutto pubblico con una passeggiata a Eurodisney, la suocera alle calcagna, i Ray Ban specchiati e le scarpe col sotto tacco (non sufficienti, tuttavia, a raggiungere le altezze di lei). Persino il Natale sul Nilo. Sembra la trama di un cinepanettone nostrano. Non a caso, c’è già chi paragona il primo cittadino francese ad un tonico e abbronzato Christian De Sica (Maria Laura Rodotà sul Corriere della Sera). Persino la gita con la nuova fidanzata a Petra, nel 2005 teatro della prima fuitina dell’ex moglie Cécilia con Richard Attias ricorda esempi non proprio di classe. Sono anni che Bobo Vieri propone alle fidanzate il riciclo delle vacanze. La girandola Miami-Formentera-Porto Cervo è buona per tutte le estati: poco importa se con il calciatore c’è Elisabetta Canalis o Melissa Satta.
La nuova vita di Sarko indigna commentatori gauchisti, francesi e non, che in fondo si sentono traditi dalla Bruni, fino all’altro ieri icona snob e oggi prima attrice di una pellicola di dubbia eleganza. Il presidente francese ha compiuto la sua vera svolta. Il punto è che non è lui la prima, vera, icona pop. L’iniziatore sta altrove. «Non ci trovo niente di glamour: è la trashizzazione dell’Eliseo»: è il giudizio del giornalista Roberto D’Agostino, anima del sito di gossip politico Dagospia. «Non c’è dubbio – prosegue – che Sarko segua la trashizzazione della politica iniziata con Berlusconi. Esattamente come le casalinghe. Ormai, dopo i tronisti (i protagonisti del programma tv Uomini e donne di Maria De Filippi, nota agli allergici alla tv spazzatura), anche la gente comune si è intronata».
Il girovita di Pierferdinando Casini
È nella vita di provincia che i politici trovano modelli e simpatizzanti. Come dimenticare Pierferdinado Casini, a dieta prima del matrimonio sotto la stretta vigilanza dei paparazzi? Quest’estate i rotocalchi pubblicavano ogni settimana foto del leader Udc al mare, in versione sirenetto, per verificare l’effettiva diminuzione del suo girovita in vista delle nozze con Azzurra Caltagirone. Niente da fare, le maniglie dell’amore hanno continuato a tenere a galla il politico bolognese. È quello che succede in un nuovo reality show, in onda su Fox, Tre spose large per un abito small, in cui le concorrenti si mettono a dieta per arrivare in forma al matrimonio.
Si è trashizzata, ormai, anche l’aristocratica e perfida Albione. Tony e Cherie Blair, nel 2006, si sono regalati il loro bravo Natale a Miami. Cherie, inoltre, ai tempi dell’ultima corsa elettorale del marito, spese niente meno che 11 mila euro dal parrucchiere per non farlo sfigurare, come farebbe – con le dovute differenze di mezzi – la moglie di un sindaco qualsiasi della provincia nostrana. A proposito: Sarkozy ha proprio tra i sindaci italiani un predecessore. Più in piccolo, fece molto parlare di sé nella sua città, quell’Umberto Scapagnini, frizzante sindaco di Catania, nonché medico personale del Cavaliere, che esibiva fiero un’avvenente modella brasiliana. La città, eccitata dall’exploit, lo ribattezzò Sciampagnino.
Tra scivoloni di gusto e trashizzazioni ormai Sarko e gli altri politici appaiono meno intoccabili. Ma non per questo meno simpatici. «Diete, parrucchieri: sì, sono atteggiamenti che accomunano un po’ tutti questi politici alla casalinga media, a tutti noi» conferma Cristina Parodi, volto del Tg5 con all’attivo diversi libri sui risvolti moderni del bon ton. «Ma anche in queste scelte di stile non trovo nulla di male. Non capita tutti i giorni che un presidente dia una svolta pubblica alla sua vita privata. Non li trovo però “cheap”: rendere tutto pubblico, mette Sarko e Carla così al di sopra dei paparazzi…».
C’è anche chi però ha uno sguardo più dandy sulla realtà del “Sarkofilm”. «Più che di una svolta pop – sostiene Carlo Rossella, presidente di Medusa e frequentatore del bel mondo – parlerei di un polpettone in sauce meunière. Dietro le foto di Sarkozy e Carla, non c’è lo stile grossier da cinepanettone. L’immagine finale è charmant. Vedremo questo stile new Hollywood diffondersi anche nella politica». Secondo Rossella, infatti, non conta tanto quello che si fa, ma chi e come lo fa. «È vero. Carla è andata a Sharm. Ma ha viaggiato (come sempre, la conosco da tempo) su un aereo privato. E la coppia è stata ospite della villa dell’emiro di Abu Dhabi». Anche per Rossella, l’ispiratore del new Hollywood è sempre il medesimo. «Assolutamente copiato da Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto nulla della sua vita privata. Non ci trovo niente di male, nell’essere fotografato con delle ragazze, per altro tutte di Forza Italia, sulle ginocchia. Tutto il privato in pubblico: una scelta politica geniale, perché evita scandali».
I De Sica della politica
Un autentico esperto in materia di cinepanettoni, il regista Neri Parenti, che ha firmato tutta la serie dei film natalizi con Christian De Sica, non ha dubbi. «Sarko e la Bruni sembrano usciti da uno dei miei film. E lo assicuro io, che in quanto a sbandate di cinquantenni per modelle credo di averne scritte di tutti i colori. La grande differenza con la realtà è che le mie avventure sono sempre galeotte, non sotto la luce dei mass media». A questo punto, non resta che chiedergli se assolderebbe un leader per i prossimi cinepanettoni. «Ci ho già pensato. L’unico politico che abbiamo cercato di coinvolgere finora è stato Ignazio La Russa per Bodyguard, ma lui ha declinato l’invito» rivela il regista. «Piuttosto, a volte penso magari ad una carriera da consigliere politico. Sai quanti spunti.».
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