Pacciani, niente domande please
Si pensava dovesse essere la presentazione di un libro e proprio per questo insieme a decine di altri colleghi giornalisti abbiamo aderito all’invito. Nonostante lo sforzo equilibrato, addirittura salomonico, della moderatrice Franca Selvatici, cronista de La Repubblica, si andava via via creando una atmosfera di inquietudine fra i presenti, che in presenza di abili “addetti ai lavori” si sono trovati a dover ascoltare annunci di scoop televisivi capaci di ribaltare fin dal principio l’inchiesta sul mostro. Ci chiedevamo: ma non si doveva parlare del libro? I due autori, “confinati” in un angolo si preoccupavano che nessuno dei giornalisti presenti facesse domande. Uno dei due addirittura, salutando all’inizio della conferenza Gabriella Carlizzi, si raccomandava: «Gabriella, ti prego, ho qui due genitori anziani e malati di cuore». Evidentemente ancora una volta la presenza di questa collega-testimone suscitava apprensione. All’improvviso ha preso la parola il giornalista Mario Spezi. Venuto lì per presentare il libro, si rivelava inaspettatamente il promoter di una nota trasmissione televisiva. Spezi ha lanciato il suo primo attacco al lavoro degli inquirenti (di Firenze e Perugia, che hanno aperto un nuovo fascicolo sul caso “mostro” ndr) definendolo come «un’inchiesta che va da Hannibal alla Madonna di Fatima». Su questo tono il collega ha proseguito lanciando messaggi apparentemente criptici. Appena Spezi ha concluso il suo “de profundis” per l’inchiesta e i suoi legittimi titolari Gabriella Carlizzi ha chiesto la parola ed è stato proprio Spezi a doversi alzare per cedere alla collega sedia e microfono. La Carlizzi, che, come ha ricordato anche la moderatrice, è il testimone chiave della nuova inchiesta, ha sottolineato che sulla vicenda “mostro” esistono delle sentenze definitive che comunque devono essere rispettate. Tantopiù che proprio da queste ha preso avvio l’ulteriore filone d’inchiesta. Poi, rivolgendosi a Spezi la Carlizzi ha chiesto: «Sul piano dell’etica, lei che dice di essere in possesso di un documento peritale tanto importante, non le sembrerebbe più corretto consegnarlo agli inquirenti anziché renderlo pubblico attraverso la Tv e magari vanificarne l’importanza?». Spezi, in evidente imbarazzo, ha replicato: «Sono io che mi stupisco del perché gli inquirenti non me lo vengono a chiedere». L’atmosfera si fa tesa, altri colleghi chiedono di intervenire ma la conferenza stampa viene chiusa in fretta e furia. Attorno alla Carlizzi si forma un capannello di persone e di giornalisti. La discussione è animata. Il giorno dopo sulla stampa nazionale e locale sul libro Il mostro di Firenze, neppure una riga.
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