Paesi poveri vs. imperialisti Verdi
Dai paesi in via di sviluppo arriva un’accusa grave : i “Verdi” sarebbero lo strumento di un “nuovo imperialismo”. Già lo scorso settembre Hassan Adamu, ministro nigeriano dell’Agricoltura e dello Sviluppo, aveva dichiarato a The Washington Times: «È sbagliato che la gente privilegiata presuma di sapere cos’è meglio per ciascuno di noi. È un’imposizione, un atteggiamento colonialista. Milioni di africani, tra cui moltissimi bambini, soffrono di fame e malnutrizione. Le biotecnologie offrono un modo per fermare la loro sofferenza». E Florence Wambugu, tra le più importanti genetiste africane, ha aggiunto: «In Africa il cibo geneticamente modificato può quasi radicalmente estirpare la povertà». Accuse ancor più dettagliate contro l’ecoimperialimo arrivano ora dall’India. Il prof. Deepak Lal, durante una lezione inaugurale sul lavoro svolto da Julian Simon e tenutasi al Liberty Institute di Delhi, ha aspramente criticato «il nuovo imperialismo culturale rappresentato dalle organizzazioni ecologiste internazionali». Secondo quanto riportato dal Times dell’India (Are green activists the new imperialists?, in Times of India, del 7 gennaio 2001), il prof. Deepak Lal avrebbe affermato che «il movimento ambientalista è una religione secolare creata con l’intenzione di imporre i suoi parametri culturali nel mondo. I nuovi imperialisti dicono di voler salvare l’ambiente, in realtà gli effetti delle loro politiche sono rovinosi per i paesi poveri». Inoltre, «questo modo di intendere l’ambientalismo produrrà un’unica casta di privilegiati». Il prof. Lal ha sottolineato che «indipendentemente dalla capacità o meno di essere eletti democraticamente nei vari parlamenti, i Verdi utilizzano la propaganda e le manifestazioni ostili per fare pressione sulle agenzie di sviluppo internazionale come il WTO e sulla Banca Mondiale pur di imporre i loro programmi. Quello che non riescono a raggiungere con mezzi democratici cercano di raggiungerlo con strumenti di potere». A proposito dei prodotti geneticamente modificati il prof. Lal ha precisato che: «La posizione dei Verdi è particolarmente scandalosa oltraggiosa e ascientifica. Niente è più naturale in natura che incrociare i patrimoni genetici, realizzare questo processo in laboratorio non fa che mimare la natura. L’ogm noto come “golden rice”, un tipo di riso ricco di betacarotene che potrebbe aiutare milioni di persone, soprattutto bambini, sofferenti per carenza di vitamina A, viene violentemente contrastato dai Verdi. In questo caso sono i Verdi a comportarsi come dei mostri, altro che cibo di Frankenstein. Essi ignorano la verità scientifica elementare secondo cui tutti i cereali che noi mangiamo sono frutto di combinazioni transgenomiche realizzate nel corso di migliaia di anni».
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