A Pannella il “Matto 2003”
Ve la ricordate la vecchia rubrica di Tempi di enogastronomia politica? Ebbe successo, non lo nascondo. Allora il materiale era tanto: dalla Rosy Bindi che voleva mettere sulle etichette dei vini “nuoce alla salute”, a Pannella che attaccava Muccioli perché produceva vino (e che vino!). Oggi il materiale è scarso ma non nelle ultime settimane: Cossiga ha dichiarato che al Nord voterebbe Lega perché preferisce il vino rosso ai pasticci, Schröder ha disdegnato la vacanza italiana dicendo ad un sottosegretario della Lega che aveva gli spaghetti nel cervello, mentre la stampa tedesca ha issato la bandiera: meglio i wurstel del prosciutto di Parma (suvvia!). E infine un senatore dell’Ulivo ha dato dell’elefante ebbro al ministro Castelli che ha risposto impettito «Sono astemio» e che anzi, molto spesso ha visto il senatore alla buvette in compagnia di una bottiglia di vino (embè, è un delitto?). A Pannella, che sabato scorso ha ricevuto il premio del Matto 2003 dalle cantine Scrimaglio insieme ad Edoardo Raspelli, dedico il Pigato dei Massaretti di Pippo Parodi, sperando che ritiri quegli insulti a Muccioli, per cui la sua teoria sul vino e sull’educazione sarebbero state solo sciocchezze.
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