PANNICELLI ISLAMICI
Stramba coincidenza che tocchi proprio alla presidenza di turno Ue olandese celebrare un decalogo che non ha niente di sacro. Macabra coincidenza chiedere, appena dopo l’omicidio di Theo Van Gogh, che «tutti gli Stati membri dell’Unione si dotino di princìpi di base comuni per le politiche di integrazione degli immigranti». Una risposta che è come un vagito davanti alla spada sguainata. Curiosi neanche troppo, con l’islam teocratico alle porte e dentro casa, questi dieci Comandamenti – usciti dalla prima conferenza europea sull’integrazione a Groningen qualche giorno fa – dove non si legge niente di nuovo. Perché, certo, «l’integrazione implica il rispetto per i valori basilari dell’Ue», ma «questo non vuol dire imporre standard culturali», guai, perché «la pratica di culture e religioni diverse deve essere salvaguardata». E poi «la partecipazione degli immigrati al processo democratico sostiene la loro integrazione», quindi urge «il diritto di voto a livello locale e amministrativo». Il decalogo: «è indispensabile favorire la conoscenza della storia, delle istituzioni e della lingua del paese ospitante». Ecco. Allo sgozzatore di Van Gogh, un bell’esame scritto e orale di storia moderna e un test di olandese.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!