Parcheggi d’oro
Emergenza parcheggi. Chiunque viva o lavori a Milano conosce alla perfezione questo problema – con lo sgradevole corollario delle multe – e i disagi creati dai moltissimi cantieri aperti per la costruzione di box interrati. Ad oggi il Comune di Milano ha sviluppato un “programma parcheggi interrati” che prevede la costruzione di circa 30 mila posti auto nei prossimi dieci anni attraverso una politica di concessione del suolo pubblico (ad esempio piazze urbane) ai privati per la costruzione di box sotterranei da vendere a prezzo convenzionato (cioè più basso rispetto a quello di mercato senza possibilità, da parte del costruttore, di alcun tipo di speculazione). L’iter che passa dall’appalto alla consegna è, come spesso accade, tortuoso. L’amministrazione pubblica incarica la società Soinso di organizzare la “Società Parcheggi per Milano”, formata dagli acquirenti dei box, e coordinare la progettazione e costruzione dei parcheggi che avverrà, mediante appalto, attraverso il Consorzio Ravennate o il Consorzio Virgilio. A loro volta questi due soggetti incaricano il Consorzio Mole dell’esecuzione dei lavori attraverso suoi consociati premurandosi di controllare l’andamento dei cantieri. Ognuno di questi quattro passaggi grava per un 3 per cento in più sui costi, raggiungendo il 12 per cento in totale che va a riversarsi sugli acquirenti dei box. Il problema a questo punto diviene duplice: da un lato l’aumento spropositato del costo dei box al cittadino e il fatto che chiunque entri in contatto con Soinso pare destinato a fallire. Non accuse a caso ma un dato di fatto: in due anni hanno chiuso i battenti a causa dei mancati pagamenti di Soinso la Cartago, la Gea di Busto Arsizio, la Maedil, la Ilca, la Unitech e la Epro Service. Il perché di questa moria è presto detto: dopo un primo periodo di pagamenti puntuali, necessari all’avvio del cantiere, Soinso blocca i rubinetti portando i soggetti che stanno operando fattivamente sul terreno al fallimento. Senza rimborsi i consociati del consorzio non possono rientrare delle spese per i fornitori i quali, vedendo inevasa la fattura, bloccano le consegne di calcestruzzo e acciaio.
La prossima vittima
Alla lista delle vittime di Soinso, purtroppo, sta per aggiungersene un’altra, la BM costruzioni, subentrata alla Unitech in alcuni cantieri e costretta a lottare con le unghie e con i denti per non seguirne il destino. Questa azienda attende circa 1 milione e 200 mila euro che rischia di non vedere mai e i tre cantieri in cui opera – via Lucerna, via Serrati e via Monte Popera, tutti a Milano – sono alla soglia del collasso. Il caso di via Lucerna è emblematico. I box previsti sono 200 ognuno consegnato alla Soinso, la committente, a 8500 euro: peccato che la stessa Soinso li venda poi a circa 26 mila euro. è sufficiente quel 12 per cento di aumenti dati dai passaggi tra i vari soggetti a giustificare questa sproporzione? Cosa gonfia i costi in questo modo? E perché le aziende che lavorano con Soinso falliscono? Forse perché appare una strategia consolidata quella di portare le ditte al collasso per togliere loro il cantiere, pagando lo stato di consistenza dei lavori (una sorta di buonuscita per il lavoro compiuto fino a quel momento) meno di quanto previsto dalla Camera di Commercio per far ripartire il meccanismo perverso con un altro consociato? Siamo certi che l’amministratore delegato di Soinso, il dottor Valerio Miscio, ex presidente della Lega Coop di Milano, vorrà spiegarci il perché di queste anomalie.
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