Pasqua (mica consigli degli esperti)
Caro direttore, e così è passata una Quaresima atipica, che ha costretto anche i più impenitenti come me a riflettere di più, a meditare di più ed a pregare di più ed a sorbirci tanti canti penosi ascoltati in alcune delle S. Messe che siamo stati costretti a vedere in tv, secondo una imposizione a cui obbedisco, ma che non capisco. Non capisco, infatti, perché con le stesse regole con le quali posso entrare in un supermercato (ed ora anche in una libreria per fare contento Franceschini) non possa entrare in una chiesa per partecipare, CON LE STESSE REGOLE, ad una S. Messa.
Ma non di questo volevo scriverti, ma del fatto che mai come quest’anno ho percepito la realtà della Resurrezione, cioè della gloria della Pasqua, come fatto intorno al quale si decide tutta la storia umana. Ed ho percepito il realismo della Pasqua, perché il fatto della Resurrezione è stato comunicato ai semplici (e addirittura a delle donne che allora erano poco considerate come testimoni) e non agli scribi o ai farisei di allora e di oggi. Non agli “esperti”di ogni tempo, che, come nel nostro, stanno invadendo tutti i mezzi di comunicazione e vorrebbero insegnarci come vivere e, ahimè, anche come morire. Ho visto e sentito e letto tanti “esperti” che, in tempi passati anche recenti, sono stati maestri di nichilismo ed ora vogliono essere i maestri moderatori di un mondo confuso e incerto. Confido che questo sia anche l’indice di un cambiamento in atto (il miracolo è sempre possibile), anche se esso richiederebbe più riservatezza.
Comunque, mai come in questi giorni è chiaro che solo la Resurrezione di cui facciamo memoria è la condizione perché il cambiamento sia profondo e reale. Solo il fatto accaduto della Resurrezione di Cristo (del primo tra di noi) ci permette si sperare che “tutto andrà bene” senza appoggiarci ridicolmente e pateticamente su parole e desideri scioccamente ottimistici. La vita e la morte sono cose serie e non possono essere affidate a slogan che poi non cambiano nulla. La morte e la resurrezione di Cristo hanno preso terribilmente sul serio tutte le nostre vite e tutti i nostri destini, non nascondendo nulla. La luce della Resurrezione permette ai cristiani di non nascondere nulla della realtà, neppure la morte e neppure il dolore. Senza seguire Cristo risorto sarebbe inutile sperare che le cose “torneranno come prima”, come se, tra l’altro, prima andasse tutto bene.
L’esperienza della Resurrezione vissuta da Cristo e trasmessa a ciascuno di noi crea un “uomo nuovo”, come ha sottolineato il servo di Dio don Luigi Giussani in un libro che viene letto da molti in questo periodo. Questo uomo nuovo ha la responsabilità di affrontare tutta la realtà in modo nuovo (altro che ritornare come prima). Ed allora, la luce della Resurrezione, con il realismo positivo indotto fin dall’inizio agli Apostoli ed ai Padri e poi a tutti i nostri Santi e con la partecipazione integrale alla vita della Chiesa, dovrà farci vedere con occhi nuovi le problematiche antropologiche dell’uomo di oggi, che fino a due mesi fa si credeva di essere come Dio ed invece ha scoperto di essere di una debolezza infinita.
Dovremo rivedere il nostro rapporto con la scienza, che tutti davano per essere l’unico criterio oggettivo per vivere bene e che, invece, ha dimostrato tutta la sua fragilità e, soprattutto, la sua drammatica soggettività e, quindi, discutibilità. La luce della Resurrezione dovrà renderci più certi della nostra fede cristiana a tutti i livelli, da quello personale a quello comunitario (direi soprattutto) a quello sociale a quello politico. Dobbiamo aiutare una Chiesa italiana che pare più propensa ad arrendersi che a proclamare la verità di Cristo, anche in modo scomodo (ed alcuni begli esempi li abbiamo visti). Dovremo riprendere decisamente in mano il problema educativo, anche a livello istituzionale, se vogliamo salvare ciò che ancora esiste della libertà di educazione. Il problema economico dovrà vedere in atto tutta la nostra fantasia per uscire da una situazione di cui non percepiamo ancora la gravità. C’è poi un tema che si sta delineando con sempre maggiore intensità e che in questi giorni ai sta appalesando in tutta la sua complessità ed è il tema della LIBERTÀ, cui dovremo dedicare ogni cura, perché sappiamo che questo è il vero tema dell’umanità voluta da Dio. Perché ci ha fatti liberi? E se ci ha fatti liberi dobbiamo preservare questo dono per noi e per i nostri figli e nipoti.
Penso che la luce della Resurrezione darà la forza per essere uniti in questa grande responsabilità che ci attende. E saremo tanto più efficaci quanto più saremo lieti, perché certi della Resurrezione, come i primi.
Peppino Zola
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