Passaporti? Una vecchia Histoire
Lo confesso ho falsificato anch’io un passaporto. Cioè, non era proprio un passaporto, ma l’impiego era identico: doveva consentirmi di passare la frontiera, rappresentata dalla cassiera del cinema Grifone il giorno della prima di Histoire d’O con Corinne Clery. Le cassiere ai tempi mitici dei film v.m. 18 anni, erano simili alle guardie di confine. Certe scavavano dentro il tuo imbarazzo come un Vopos al Check Point Charlie, altre ti facevano passare anche se dimostravi sette anni e mezzo. Quella di quel giorno era tremenda. Così taroccai il mio abbonamento ferroviario studenti di seconda classe e varcai il confine. Sapevo quello che facevo. Fedeli lettori conoscete l’idiosincrasia di questa rubrica per il moralismo, ma mi irrita profondamente vedere questi giocatori-zombie: “Il passaporto italiano? Boh, non so, facevano tutto il procuratore, mia madre, il direttore sportivo”. Ma da dove venite, possibile che una cassiera arcigna non vi abbia mai insegnato a vivere?
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