Pauliciani convertiti
Accanto alla diocesi di rito bulgara di Sofia, nata nel 1860, ci sono in Bulgaria pure due diocesi di rito latino: quella di Plovdiv e quella di Ruse. E la loro è un’altra storia singolare, come dimostrato dal particolare dialetto che i suoi adepti usano, e dal modo in cui si autodefiniscono: Pavlikiani. I Pauliciani erano infatti un movimento ereticale del Basso Medio Evo, ispirato al manicheismo, e con roccaforti in Siria e Armenia, con un sottinteso di opposizione al potere bizantino. E per le loro continue rivolte furono infine deportati in massa in Bulgaria, da dove poi originarono il bogomilismo della Bosnia e il catarismo dell’Europa Occidentale. I catari furono poi sterminati dalla Crociata anti-albigese, mentre i bogomili bosniaci passarono in blocco all’islam nel XVI secolo. Tra i pauliciani bulgari, invece, a partire dal 1592 arrivarono monaci francescani dalla Bosnia, che riuscirono a venire incontro al bisogno di identità di quelle genti verso la maggioranza ortodossa introducendoli al cattolicesimo latino. Entro la fine del XVII secolo erano stati tutti convertiti, anche se i loro discendenti usano ancora un dialetto che risale di queste remote origini asiatiche.
0 commenti
Non ci sono ancora commenti.
I commenti sono aperti solo per gli utenti registrati. Abbonati subito per commentare!