Pensieri da bla bla
èconsiderato il massimo teologo conservatore cattolico degli Stati Uniti. George Weigel in Italia ha recentemente pubblicato Benedetto XVI. La scelta di Dio, un viaggio dal papato di Karol Wojtyla a quello di Joseph Ratzinger. Weigel – di cui si ricorda anche lo splendido La cattedrale e il cubo – è persona autorevole, oltre che per acutezza d’analisi, anche per conoscenza umana diretta, per esprimere giudizi su quel che concerne gli ultimi due pontefici cattolici. A Giovanni Paolo II Weigel ha dedicato la biografia best seller conosciuta in Italia col titolo Testimone della speranza, da molti considerata l’opera principe sulla vita del pontefice polacco. E su Benedetto XVI, dopo i recenti e tristi fatti dell’Università La Sapienza di Roma, lo studioso statunitense detta a Tempi le seguenti parole: «Questa chiusura della mentalità europea è, o dovrebbe essere, una cosa preoccupante. Proprio nel momento in cui la storia europea dovrebbe giudicare essenziale unire tutte le arti e le facoltà della ragione per far fronte al pericolo del jihadismo islamista, i professori dell’Università della Sapienza distorcono il significato delle opere di grandi studiosi del passato, rafforzano il codice etico della correttezza politica e castrano un dibattito onesto. Non mi meraviglia che la sinistra oggi sia il partito della stupidità. La libertà è sotto assalto e dobbiamo difenderla. Winston Churchill, uno che non fuggì dalla guerra quando la guerra divenne necessaria, ha detto che “jaw jaw è meglio di war war”. Ma questa correttezza politica, questa autodeprecazione storica, è una sorta di “jaw jaw” che è, nei fatti, un “bla bla”».
(testo raccolto da Giulio Meotti)
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