Perché “sopprimere” la preferenza?
Di tutto il gran dibattito sulla natura e l’essenza di Forza Italia partito delle riforme al servizio del Paese, pare che rimanga in piedi per ora solo la riforma elettorale. Si prenda quella per le Europee. Con una tecnica già sperimentata con la Cirami, si prende un deputato qualsiasi, in questo caso tale Orsini, e gli si fa presentare una proposta di legge. Detto e fatto: Modifiche della legge n.18 del 1979: “Elezione dei rappresentanti dell’Italia al Parlamento Europeo”. La proposta è un crescendo rossiniano di stupidaggini: «Onorevoli colleghi! Il progetto qui presentato si propone i seguenti fini: stabilire conclusivamente l’assoluta incompatibilità di membro del parlamento europeo con cariche politiche e di governo; sopprimere l’istituto del voto di preferenza prevedendo il solo voto di lista…». Si parte dal membro del parlamento, si passa a tutte le cariche regionali, si aggiungono le analoghe provinciali, e si conclude con tutte quelle di comuni con più di 20.000 abitanti. In pratica alle Europee si possono candidare solo loro, quelli che ci sono già, e che si ritrovano ogni giorno a Bruxelles a bersi il tè delle cinque. Ma, per salvare la faccia, il partito forse metterà in lista (bloccata) anche qualche consigliere di comuni al di sotto dei 20.000 abitanti. Con tutte le chances di elezione che possiamo immaginare. Ma ancor più rivelatore dei “fini” della proposta Orsini è il verbo usato a proposito dell’istituto del voto di preferenza. Non si parla di ridurre, o limitare, o contestualizzare. No, si dice che la proposta si pone il fine di «sopprimere» l’istituto del voto di preferenza. Sopprimere, uccidere, procurare la morte in modo violento, abolire, annullare. Chi ha paura delle preferenze? Che cosa hanno mai fatto i cittadini di tanto grave quando hanno preteso di dire chi gli piace in politica e chi no? Secondo il verbo di Orsini si andrà a liste nazionali bloccate. C’è in lista chi decide il partito. Ci sarà al Parlamento europeo chi il partito deciderà di mettere ai primi posti. Fine della corsa. Qualcuno, consapevole dell’impresentabilità e degli effetti laceranti nel partito e nel Paese, ha tentato di adombrare chissà quale capolavoro di tattica politica spiegando che è interesse dei due partiti maggiori tagliar fuori le ali movimentiste e che tutto si spiega per un accordo con la segreteria Ds per emarginare Cofferati e il Correntone. Quale sia l’interesse del centro destra a far fuori Cofferati è ancor tutto da spiegare. Rimane il fatto che nel frattempo si fa fuori il voto di preferenza. Tanto per parare botta e non cadere sotto i livelli di decenza alcuni parlamentari di Forza Italia (fra questi Lupi, Colucci, Sanza) presenteranno una propria proposta per le Europee: 1) ridisegno dei collegi europei troppo ampi per non trascinare con sé l’inevitabile problema dei costi della politica; 2) alla riduzione dell’ampiezza del collegio analoga riduzione delle preferenze esprimibili; 3) quota del 25% dei seggi su lista unica bloccata nazionale, il restante 75% riservato all’apposizione della crocetta. Tanto per non fare un ulteriore passo al dover mettere poi la croce, quella definitiva, sul partito.
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