Perdere la testa per un paio di Tod’s

Di Da Rold Gianluigi
30 Marzo 2006

Una volta c’erano i “poteri forti”, adesso, come giustamente scrive Lodovico Festa, c’è il “piccolo establishment”. Ma sia sotto una denominazione o l’altra, la cosiddetta “testa” del capitalismo italiano sta sempre con chi vince in politica.
Lo hanno detto e scritto in molti che viviamo in una specie di “capitalismo relazionale”, dove le “pierre” contano più che il rischio imprenditoriale. Ma è una valutazione che si può fare appunto sulla “testa”, non sulla bella “pancia” dei tanti e bravi imprenditori italiani, che riescono a competere sul mercato globale. Visti i sondaggi pre-elettorali, ad esempio, Diego Della Valle e Andrea Pininfarina si sono messi a fare gli zelanti ulivisti. Magari con la copertura del presidente di Confindustria. Poi, fortunatamente, è arrivata la razionalità della “pancia”.

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