Perfide illazioni su Antonione, aspettando una replica da “pirla”

Ma lei crede sul serio alle lacrime di Antonione? Crede davvero che abbia sbagliato bottone? Insomma, pensa veramente che il senatore di Forza Italia sia il “pirla” strillato da Libero? Le ricordo che in quel passaggio il suo voto è stato decisivo. E forse è stato decisivo anche il suo sodalizio con Willer Bordon, senatore prodiano, già sindaco di Moggia (Ts). Sa, noi friulani lo conosciamo bene il senatore che vorrebbe prendere il posto di Illy in Regione e certi suoi accordi lungo il confine triestino. Soprattutto al confine con l’Azienda Speciale Benzina Agevolata.
Paolo Brocci via Internet

Lasciando perdere l’irricevibile insinuazione petrolifero-elettorale, pubblichiamo questa perfida lettera solo perché in effetti qualcosa non ci torna di quel pasticcetto brutto di Palazzo Madama. Leggiamo bene il lancio dell’agenzia Adnkronos in data 16 novembre: «Nel tardo pomeriggio l’aula di Palazzo Madama ha dato vita alla class action nell’ordinamento giuridico italiano. L’aula del Senato infatti ha approvato l’articolo aggiuntivo 53 bis della Finanziaria, a firma dei senatori dell’Unione Democratica Roberto Manzione e Willer Bordon, con 158 voti favorevoli, 40 contrari e 116 astenuti. Il via libera è arrivato dopo oltre un’ora di ostruzionismo dell’opposizione, che ha sostenuto un duro confronto con il presidente del Senato, Franco Marini. La Cdl ha prima chiesto modifiche al testo, accolte dal proponente Manzione, e poi chiesto la possibilità di subemendare il provvedimento. Alla fine è stato messo in votazione il testo originario dell’emendamento, con l’astensione di Udc, An e Forza Italia. L’aula del Senato ha dato il via libera all’emendamento per un errore del senatore di Forza Italia, Roberto Antonione, che ha votato insieme alla maggioranza. Se il rappresentante di Forza Italia avesse votato no, il totale dei voti fra contrari e astenuti sarebbe stato pari ai consensi ottenuti dal provvedimento, causandone quindi la bocciatura, secondo il regolamento del Senato. La proposta sulla class action è infatti passata con 158 sì, 40 no e 116 astenuti. Quindi, se Antonione non avesse sbagliato pulsante, i sì sarebbero diventati 157 e la somma di no e astenuti avrebbe raggiunto la stessa soglia». Questi i fatti. D’accordo, tutti possono sbagliare. Però, Roberto Antonione è stato consigliere regionale (prima con la Lista per Trieste e poi con Forza Italia) e presidente della Regione Friuli. è stato coordinatore regionale di Forza Italia e, fatto rarissimo nella politica di palazzo, quando nel 2001 entrò per la prima volta in parlamento, ebbe subito la poltrona di sottosegretario agli Esteri. Insomma da un politico navigato come il senatore Antonione, fratello di un ottimo frammassone e del quale è nota la frequentazione di un ex capo dello Stato che il Foglio una volta credette essere un eccellente frammassone, tutto ci si sarebbe potuto aspettare tranne la leggerezza da dilettante, l’errore fatale, la lacrima sul viso. Soprattutto nell’unico passaggio in cui si sapeva da tempo che il governo avrebbe sul serio rischiato di cadere a causa dell’opposizione della sinistra riformista alla class action. Ma insomma, anche se trattasi di una bagatella che non cambia il corso della storia, saremmo lieti di poter credere alla versione del “pirla”. Chissà che l’ottimo senator Roberto Antonione non abbia voglia di scriverci e fugarci ogni dubbio in proposito.

Vorrei darvi una mano nella simpatica polemicuzza intorno al vostro manifesto con la Kidman. Al settimanale l’Espresso che le chiedeva se dopo i figli adottati ne desiderasse di naturali, la signora ha risposto: «Non amo parlare della mia vita privata. Diciamo solo che sono nelle mani di Dio e che se lui vorrà, accadrà». Non so cosa ne pensino al seminario di Varese, ma io, se non avessi altra vocazione e la signora non fosse già felicemente sposata con rito cattolico, una così me la porterei subito all’altare.
Antonio Grassi Milano

Questa è un pochino cattiva e leggera. Però riporta una notizia Vera. Grazie di voler bene alla nostra Kidman.

Che succede? Forse la mia ottusità mi ha impedito di capire come il suo giornaletto si sia trasformato da pamphlet di nicchia aggregato, stonato, ad un quotidiano mediocre, in qualcosa d’altro? L’articolo di Baget Bozzo del n. 43 (“La solitudine che grava nel mondo è data anche dalla tristezza dei cattolici”) e quello di Giovanna Jacob del n. 44 (“L’olocausto della grazia”) valgono una collana editoriale.
Marco Sala Milano
Non ho capito l’aggregato, lo stonato e il quotidiano. Però grazie per non essersela presa con la nostra Kidman.

Tempi è un bel Tempi. Racconta di donne, di madri, di prostitute, di intellettuali e di stronze. Senza aver messo in gabbia neanche una – che dico? – mezza fotografia di fondoschiena. laddove, ovviamente per aerare il dibattito, il magazine del Corrierone ne avrebbero piazzati almeno tre, opportunamente didascalizzati.
Carlo Melina Roma

Grazie, però è vero che il volto della nostra Kidman è molto bello.

Abbiamo sentito il solito dogmatismo degli ex-sessantottini. Gad Lerner fa una trasmissione su Padre Pio e continua a parlare di “clerico-fascismo”. E perché non parlare dell’imperialismo americano o dei Vietcong che hanno liberato l’Indocina? Insomma perché le televisioni devono essere okkupate ancora da questi fondamentalisti con le idee fisse che non si schiodano. E che cos’è il “clerico-fascismo”? Oggi esiste piuttosto il “clerico-comunismo” della religione dittatoriale del politicamente corretto rosso-verde-animalista. Questo è clerico-fascismo, non quello di Padre Pio, che era un vero laico.
Angelo Mandelli Cesate (MI)

Sì lo so, ma lei la prende troppo di punta e così va a finire che prima o poi la blindano come quella volta che se la prese con i graffitari. E poi, scusi, ma perché guarda l’Infedele invece di leggere le interviste della nostra Kidman?

Sono imprenditore e vi seguo soprattutto per i bei racconti sull’Italia che lavora. Sebbene lo conoscessi di nome non avevo un’idea precisa del matching della Cdo. Dopo aver letto il vostro speciale l’anno prossimo vi parteciperò.
Franco Sorretti via Internet
Grazie al signor Enzo Manes e, in questo caso, soprattutto alle curatrici dello speciale Caterina Giojelli e Elena Inversetti. Ma non aspetti fino all’anno prossimo per conoscere il mondo della Cdo. Sabato 24 novembre può dare una mano concreta alle opere che insegnano che con un po’ di educazione la gente starebbe meglio, partecipando alla colletta organizzata nei supermercati italiani dal Banco Alimentare (www.bancoalimentare.org).

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