Petrodollari?
Entri in libreria ed è subito rabbia. Segue tristezza. Diversi pamphlet freschi di stampa avanzano dubbi e sospetti sui crolli dell’11 settembre. A destra come a sinistra, intellettuali a vario titolo continuano a trovare nell’antiamericanismo tout court un punto di comune accordo. Dal Gore Vidal di turno in giù è tutto uno smarcarsi dal male assoluto: una ridda di ragionamenti così poco ragionevoli, clamorosamente illiberal. Qui non si vuole negare cittadinanza al diritto di critica, beninteso anche feroce. Ciò che fa specie è la pervicacia con la quale si opera per demonizzare comunque quel paese, a prescindere. Al punto che la dolorosa vicenda dell’attentato alle Twin Towers viene interpretata alla stregua di un terribile regolamento di conti tutto interno all’Occidente e agli Stati Uniti in particolare. Con lo zampino, sempre e comunque, di Israele. Questa è l’ideologia che fa il suo mestiere. E che ora è impegnata a ispirare il no alla guerra all’Irak gettando fumo negli occhi. Certo che è dura opporsi al concetto di First Strike senza ritrovarsi nella melma del pacifismo alla Ken Loach.
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