Più bambini, meno Sartori

Di Gaspari Antonio
06 Settembre 2001
La nascita dei bambini non è un bene per l’umanità, ma la causa prima dei mali del mondo. Lo dicono le poco scientifiche teorie malthusiane che qualcuno le vuole riproporre al prossimo vertice Fao. La “compagnia della buona morte” di Giovanni Sartori, Walter Veltroni, Paolo Silos Labini di Antonio Gaspari

La teoria secondo cui la nascita dei bambini non è un bene per l’umanità ma al contrario è la principale causa di fame, sottosviluppo e inquinamento è stata riproposta in maniera cruda e cinica dal professor Giovanni Sartori. Con un editoriale in prima pagina sul Corriere della Sera, il prof. Sartori ha invitato il sindaco diessino di Roma Walter Veltroni e il variegato popolo di Seattle ad approfittare del vertice della Fao che si terrà a Roma per sottolineare: «il problema della esplosione demografica – che poi sta alla base della incombente catastrofe ecologica».

Neppure Veltroni e Sylos Labini stanno troppo bene

Veltroni ha subito risposto all’appello, con una lettera che il Corriere ha pubblicato il 18 agosto in cui il sindaco di Roma, scrive nel titolo: «Sull’esplosione demografica non sono stato reticente». È vero, Veltroni è così convinto della necessità di diffondere profilattici che ha scritto un libro dove mette in dubbio “la salute di Dio” pur di giustificare la necessità della contraccezione per l’Africa. Un sostegno alle tesi di Sartori ha cercato di fornirlo Paolo Sylos Labini scrivendo un altro editoriale in prima pagina sul Corriere il 25 agosto («Idee contro la fame»). Insomma ci risiamo, i tre profeti di sventura vogliono convincerci che le nascite impediscono lo sviluppo e che l’unica soluzione per salvare il pianeta è quella di diffondere contraccettivi abortivi e praticare sterilizzazioni nei Paesi più poveri. Da qui la considerazione che la Chiesa cattolica e il presidente americano G.W. Bush che gli sta dando retta, sono irresponsabili perché si oppongono ad una più larga diffusione delle moderne tecniche di interruzione delle gravidanze.

La compagnia della “buona morte” prova ancora a tenere in piedi il cadavere di Thomas Robert Malthus (1766-1834) cercando di rivitalizzarne la teoria, nonostante che la realtà lo abbia radicalmente smentito. Se si affrontassero questi argomenti con più serenità e maggiore informazione sarebbe facile scoprire per esempio che i Paesi più ricchi del Pianeta sono quelli con una maggiore densità demografica, e che proprio quei paesi con minore densità demografica sono i più poveri.

Catastrofisti contro la scienza

Il prof. Gary Becker, premio Nobel per l’Economia nel 1992 a questo proposito ha spiegato che «La crescita della popolazione è stata fondamentale per lo sviluppo economico. Bisogna stabilire un legame ottimista e non pessimista nei confronti della crescita demografica, visto che l’approccio maltusiano ha mostrato per intero la sua inesattezza e la sua inattendibilità». Dello stesso parere il prof. Amartya Sen, premio Nobel per l’economia 1998. Il prof. Sen, padre della rivoluzione agricola dell’India, intervenendo ad un seminario tenuto a Roma il 10 luglio 2000 «Sulla disuguaglianza» ha dichiarato: «Io penso che l’analisi di Malthus sulla crescita della popolazione sia completamente sbagliata. La storia e l’esperienza hanno dimostrato che l’istruzione delle donne è quella che permette di ridurre la fertilità. La produzione agricola inoltre è cresciuta sempre più rapidamente della popolazione. Non c’è quindi nessuna ragione di applicare queste idee antidemocratiche e antiumane di Malthus». È singolare quanto accaduto nel Distretto di Machakos in Kenya. Fra il 1932 ed il1990 la popolazione di Machakos è cresciuta da 240.000 persone a 1,4 milioni. Secondo Sartori, Veltroni e Sylos Labini questo avrebbe dovuto portare alla catastrofe. Invece è successo esattamente il contrario: sono state introdotte nuove e moderne tecniche di miglioramento agricolo, raccolti integrati e allevamento del bestiame hanno sviluppato la sostenibilità dell’intero sistema. Fatto sta che tra il 1930 ed il 1987 la produttività di cibo e i raccolti di grano sono cresciuti di più di sei volte. La produttività dell’orticoltura è cresciuta di quattro volte. Il successo è stato così evidente che il «Rapporto sullo sviluppo umano 1998» stilato dall’Union Nations Develompent Programme (Undp), (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo) ha scritto: «L’esperienza di Machakos offre un’alternativa ai modelli maltusiani. Essa dimostra chiaramente che anche in un’area vulnerabile al degrado della terra, un’ampia popolazione può essere sostenuta attraverso una combinazione di cambiamenti tecnologici sostenuti da un’ampia struttura politica e da molte iniziative locali». Forse ha ragione Jean Ziegler incaricato dalle Nazioni Unite per i programmi di lotta alla fame che nel libro «La fame del mondo spiegata a mio figlio» (Pratiche editrice 1999) ha scritto: «La teoria di Malthus è falsa e propugna una politica disumana, ma serve a placare la cattiva coscienza».

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