Più parchi. Per disintossicarci
Tutti vorremmo vivere in un paese ben strutturato, nel quale i rapporti tra le persone possano svolgersi tranquillamente, organizzato per rendere migliore e più facile la vita delle persone: vorremmo, ma anche l’uso dell’ottativo ci dimostra che non è così. Qui da noi vivere è faticoso, è reso difficile da tanti attriti non necessari, da tante disorganizzazioni che viviamo ogni giorno: commissioni di visita per il riconoscimento delle invalidità situate a un quarto piano senza ascensore; raccolta di documentazione amministrativa per la quale sono necessari giorni, laddove potrebbe durare minuti; passaggi burocratici inutili e defatiganti; orari di ufficio non armonizzati; e gli esempi potrebbero durare a lungo, ben oltre la durata di questo articolo, di questa pagina e di questo giornale.
Perché si creano questi ostacoli inutili? A vantaggio di chi vengono stabilite procedure bizantine e piene di difficoltà, sono imposte inutili corvées, si impongono oneri irrazionali? La risposta c’è, ed è chiara: l’organizzazione della società e dello Stato è stata pensata e costruita, e viene via via modificata, nell’interesse esclusivo di coloro cui sarebbe demandato il fornire il servizio, e che invece si garantiscono benefici. Così abbiamo visto le riforme ospedaliere fatte sostanzialmente per i medici, un po’ per gli infermieri, e mai per gli ammalati; le riforme scolastiche e universitarie tagliate su misura per presidi e insegnanti, senza considerare gli studenti; la riorganizzazione della burocrazia mirata a garantire non migliori servizi e risparmi ai cittadini, ma comodità e utilità ai pubblici dipendenti; e così via.
è una situazione che possiamo definire di inquinamento della società e dei rapporti all’interno della società, che invece di venire fondati sul rispetto per l’individuo e organizzati per fornirgli tutte le facilitazioni possibili, vengono costruiti nell’interesse esclusivo di coloro che li gestiscono. Questo orientamento è respinto anche dalla Chiesa, che già sessant’anni fa, per bocca di Papa Pio XII, ammoniva i giuristi cattolici: «è la società che è per l’uomo, non l’uomo per la società». Ecco: costruire una società che sia veramente per l’uomo, questo è un bell’obiettivo ecologico. I parchi nazionali sono stati istituiti a tutela dell’ecosistema; noi avremmo bisogno di parchi nei quali siano vietati egoismi e prevaricazioni, e stabilito l’obbligo di considerare gli altri come se stessi, o anche un po’ di più. Parchi dell’uomo e per l’uomo, nei quali vengano ristabilite le gerarchie corrette e i veri valori. tognipaolo@gmail.com
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