Piccole vite chiedono presenza

Di Mamma Oca
06 Febbraio 2003
“Non abbiamo bisogno di intrattenitori, ma di presenza che lenisce il dolore”

Di cosa abbiamo bisogno, noi oggi? Per dare senso alla vita, di cosa? Di un amico, di un’idea? Il figlio più piccolo, di cosa ha bisogno? Di ballare tutto il giorno davanti a mamma e sorelle, e quello più grande? Di stare coi suoi amici, alla larga il più possibile da mamma e sorelle. E così, in una maniera più semplice e immediata per un piccolino, più complicata, e nascosta dietro “altro” per noi, quello di cui abbiamo bisogno da sempre, e perciò ci accomuna a chi viveva mille anni fa, è una presenza. Non abbiamo bisogno di un intrattenitore: non quel ragazzo con microfono incorporato che sui campi da sci affollati della domenica, in un angolo creato per rilassarsi e bere una cioccolata mentre i bambini giocano, ti stressa con canzoni e giochi urlati, costringendoti a scappare, non quel prete che nelle sue prediche “parla sempre di casi sociali, ma mai di Gesù”, costringendoti, anche lui, a scappare. Non di un intrattenitore abbiamo bisogno, ma di una presenza. Ne abbiamo bisogno fin da “l’alba della vita”, significativa e poetica espressione, titolo di un congresso, vera perla per chi ha potuto leggerne le relazioni, svolto lo scorso anno su neonato e nascituro. Il dott. C. Bellieni, medico che, lavorando nel reparto di terapia intensiva neonatale, ha avuto a che fare “con centinaia di neonati sofferenti”, forte di studi fatti e pubblicati e della sua esperienza, dice, nel suo intervento, «I neonati non solo provano dolore, ma anche sofferenza e ansia, e l’ansia richiede presenza e coinvolgimento», non solo zucchero e ciuccio, quindi, per alleviare le sofferenze, «l’analgesia è maggiore quando il neonato sente una presenza accanto». E ancora una volta sono i nostri piccoli, i più piccoli di tutti, i più fragili, quelli che, per vivere, dipendono totalmente da altri, che, anche attraverso il loro silenzio, suggeriscono ciò di cui la vita, anche la nostra, ha bisogno: «La parola chiave è “presenza”, perché è ciò che è richiesto e ciò di cui si ha bisogno».

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