Piero, debole pensiero
No, da Piero Fassino proprio no. Il segretario dei democratici di sinistra che si mette a rincorrere i Travaglio, i Maltese, i Moretti, i Cofferati (aiuto! vogliamo scendere) abbandonando la strada del ragionamento politico per guadagnarsi un bel titolone in prima sull’Unità. Mezzucci. Non si fa così, non è elegante, roba da Correntone se proprio si vuole restare nel territorio paludoso del più glorioso partito della sinistra. E come se non bastasse, il piemontese con la sua predica domenicale, ha fatto pure svegliare Clemente Mastella. Parole un po’ forti le ha definite l’Onorevole di Ceppaloni. Ma che ha detto di così straordinario il leader della Quercia? Nulla di originale in verità. Trattasi piuttosto di corto circuiti che appartengono al repertorio limitato del pasionario Flores D’Arcais. «In alcuni campi come quello della giustizia c’è una sorta di strisciante guerra civile, come testimoniano le recenti dichiarazioni di Berlusconi. Perché c’è una destra che ha un modo di governare che avvelena la società italiana». Guerra civile? Veleni? Parole forti per un segretario debole ormai Vattimo dipendente.
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