PIOVE

Di Fred Perri
04 Novembre 2004
Chi attacca perde, chi fa catenaccio vince

Basta. Ci siamo presi per il culo per più di vent’anni, inseguendo una natura che non è la nostra, sedotti e abbandonati dalla zona, dal profetismo di tanti santoni dello schema, dalla voglia di essere come gli altri. Ci siamo illusi di poter stare all’attacco, di imporre il nostro gioco, di uscire dall’area dove siamo stati rintanati negli ultimi 100 anni. Balle. La nostra natura è difesa e contropiede. Chi attacca, chi cerca di “fare gioco”, da noi, viene gabbato con una veloce azione di rimessa. Che cosa avete capito? Non sto parlando di calcio, anche se la nazionale non vince più nulla da vent’anni, da quando il vecio Bearzot sostituì un centrocampista offensivo (Antognoni) con un terzino-stopper (Bergomi), nella finale Mundial con la Germania. Sto parlando di politica. Le elezioni suppletive hanno dimostrato che il massimo del nostro pensiero politico si sintetizza in “piove governo ladro”. Chi attacca perde, chi fa catenaccio vince. Il Berlusca ha combinato poco e viene punito dal popolo che tra due anni correrà da Prodi. Siccome non cambierà nulla neanche allora, il popolo si rivolterà. E così via, di contropiede in contropiede. Il maggioritario è per gente evoluta, compagni, non per schifosi catenacciari. Arridatece il proporzionale e, già che ci siete, pure Bearzot e la vecchia Dc.

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