PIU’ A DESTRA DEL BERLUSCA

Di Fabio Cavallari
03 Febbraio 2005
Cari lettori di Tempi,

Cari lettori di Tempi,
con tutta probabilità le domande che intendo porre in questa riflessione non vi toccano in prima persona ma, provate a chiedervi: «Come può una persona di sinistra sostenere il “papocchio” ulivista? Quali chance rimangono ad un militante marxista che non vuole abdicare alle sue ragioni? Come è possibile per costui non scivolare nell’astensione e nel rifugio solipsista?». Parliamoci chiaro, alle prossime elezioni politiche il candidato premier della “listarella” del centrosinistra sarà il redivivo-riciclato Romano Prodi e il programma di governo assomiglierà molto alla lista dei buoni propositi dei “beati salvatori della patria”. Quali saranno i punti fondanti di questo soggetto sono però tuttora oscuri o meglio celati dalla fobia antiberlusconiana. Quest’ultima è l’unico vero collante dell’intera opposizione. Se le elezioni politiche, come molti opinionisti iniziano a mormorare, dovessero vedere sconfitto l’attuale governo, saremmo al cospetto di un vero e proprio falso d’autore. Si tratterebbe, infatti, di un cambio di guardia dettato unicamente da una consistente spinta emozionale, ma privo di una reale opzione alternativa. Proprio in questi giorni da Bruxelles il presidente della Commissione Europea ha espresso il proprio esplicito sostegno alle riforme attuate dal “demone Silvio” per rendere il mercato del lavoro più flessibile e, paradosso dei paradossi, al piano di riforma delle pensioni annunciato dallo stesso Berlusconi lo scorso autunno. Per non smentirsi però Prodi ha tenuto a precisare, spostandosi quindi a destra, che la riforma andrebbe addirittura anticipata rispetto alla data prevista del 2008. Insomma, non c’è che dire per uno che dovrebbe diventare il rivale di sinistra dell’attuale premier! Che fare allora? Sperare nel sempreverde Francesco Rutelli che, a corto di idee, ripropone l’antica idea delle gabbie salariali, senza ovviamente mai nominarle per non confondersi con i partiti di governo? Le vie di uscita per un militante di sinistra sembrano davvero poche. Scegliere l’originale o la fotocopia? Quasi, quasi voto il Berlusca.

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