POETI EMBRIONALI SCRIVONO A NOI DISSENZIENTI LAICI

Qualcuno lo ha visto il servizio del Tg2 sulla marcia di Madrid dove il milione e mezzo di spagnoli che hanno marciato veniva definito «qualche centinaio di migliaia» di dimostranti e le immagini che passavano sul testo erano soprattutto della dimostrazione di reazione all marcia di «qualche frazione di milione» di gay spagnoli?
Davide Cattini, via internet
Frange della polizia spagnola raccontavano di poco più di cento mila e naturalmente El Pais ci ha un po’ creduto. Le nostre fonti dicono 800 mila, insomma tanti. Però manderanno le troupe al Gay pride di Madrid del 2 luglio. Noi no. Sai che noia, ormai ci vanno tutti.

Europa, un insieme di Stati con propria lingua, proprie leggi, di origini antropologiche diverse, con antichissime radici culturali tutte diverse fra di loro e con storia diversa. Per non parlare delle guerre che si sono svolte fra di loro. L’Europa, con leggi uguali per tutti ed una lingua unica è un’utopia. Il Parlamento europeo ha fatto leggi strampalate che accontentano pochi, ma scontentano la maggioranza degli Stati aderenti. La moneta unica non è accettata da tutti e la nuova Costituzione ha avuto la disapprovazione di tre Stati. Inoltre hanno rinnegato le nostre origini cristiane rinnegando le nostre tradizioni millenarie. Vige un regime di repressioni verso gli Stati che si trovano a sforare i parametri economici imposti. A chi giova un’Europa così? Non certo ai cittadini comuni (che in Italia si sono visti dimezzare il potere d’acquisto della vecchia lira), giova forse ai parlamentari che ne fanno parte viste le laute prebende che intascano. Io auspico che si ritorni ai vecchi Stati separati e ben distinti (come in effetti sono) con una integrazione comune soltanto economica, ma con una struttura di molto leggera e non faraonica come ora e fine a se stessa. Perchè in Italia non si è fatto il referendum per approvare la nuova costituzione? Perchè anziché i cittadini ha deciso lo Stato?
Vincenzo Falchi, Sassari
Guardi, lei ci piove sul bagnato. D’accordo non fa chic e non è retoricamente ciampiano andare in giro a dire perché non possiamo dirci europeisti in questa Europa che ha voltato le spalle ai fondatori (Adenauer e De Gasperi, mica il Chirc frances e il Zap spagnol) e adesso patisce la pena del contrappasso di essere messa in riga da quelli che quando c’è nebbia sulla Manica dicono che il Continente è isolato. Diciamo che per fortuna c’è ancora un Blair. Altrimenti sì, meglio sarebbe il ritorno allo Stato pontificio e per il futuro – che tanto le auguro (e mi auguro) – nella libera Repubblica di Sassari, Gallura, Bonifacio e Ajaccio.

Fratello embrione,
non finirai in provetta.
E padre certo e madre certa
saranno i tuoi.
Il gene buono dal difettoso
non sceglierà novello Stranamore
per regalare a sterili signore
il pupo biondo dagli occhi blu,
il pupo griffato da ostentare al parchetto
insieme al cane simile a un sorcio
toelettato di fresco.
E tu ricorderai, mamma, l’ardore
con che il tuo uomo ti mise in grembo
un’altra vita, nel dì che fu.
Nel penetrale della tua casa
sul talamo nuziale
nell’ombra nel tepore
egli premette i lombi.
Quella viva gioia, uomo gagliardo,
Iddio benedisse.
Quel sùbito piacere, donna feconda,
piacque al Signore.

Altro modo non v’è, non sarà.
Non varranno gli arcani
della téchne e dell’hybris mescidate,
le storte gli alambicchi,
i congelati scrigni
di umano semenzaio.
Perché andò così: pochi votarono.
Qualcuno anche tradì.
I più restammo.
Alfonso Indelicato, Merate (Mi)
Non le pare un po’ troppo trionfalistica? Lasci stare, è bella. Siamo poco adusi alla poesia civile perché siamo minoritari e ci ingozzano con le stupidaggini della retorica della libera scienza in libero utero. Ma siamo senz’altro noi, un po’ gaelici, un po’ Sinn Fein, un po’ anche i dissenzienti laici, la nuova bella époque del piacere del coito e dintorni.

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