Politica sulla navicella Edimar

Di Tempi
06 Luglio 2006

«Oggi il fatto cristiano non si può difendere con le armate di Lepanto, ma con navicelle corsare». L’incipit del libro di Luca Volontè Politica militante si dimostra vero alla presentazione voluta dall’Opera Edimar di Padova il 23 giugno. Infatti, a bordo di questa “navicella” della carità si sono incontrati due docenti, Mario Bertolissi e Luca Antonini, un senatore Udc, Antonio De Poli, un dirigente di FI, Domenico Menorello, e un sottosegretario dell’Unione, il Dl Paolo Giaretta. Tutti riconoscendo il rischio dell’imposizione culturale di una nuova religione civile laicista, ben esemplificata da Volontè. «Urge parlare come cattolici un linguaggio nuovo», ha auspicato Giaretta. «Per trovare il coraggio – ha chiesto Menorello – di votare di più assieme, perché i principi non negoziabili prevalgano sulle logiche di potere degli schieramenti».

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