Polito (Corriere): «Le primarie nel Pdl servono solo se si sceglie il leader» – Rassegna stampa/2

Di Redazione
03 Giugno 2011
Antonio Polito legge per Tempi i cambiamenti politici in atto dopo la sconfitta del Pdl alle amministrative: «Bene le primarie ma solo se si sceglie il leader, sennò sono inutili. Alfano cambia le cose nel partito ma non nella sostanza della politica. Il Pd si alleerà per il 2013 con Idv e Sel, senza Terzo Polo ma non si illuda che sia sufficiente per vincere»

Antonio Polito, editorialista del Corriere della Sera, commenta per Tempi la situazione politica italiana: «Alfano è uno dei più giovani, diventando segretario generale politico del partito ha saltato la fila e questo cambia le cose. Ma nel partito, credere che cambi anche la politica è un concetto un po’ comunista. Il Pdl ha capito perché ha perso le elezioni ma Tremonti non si convincerà mai a cedere sulla spesa pubblica. Le primarie servono ma solo se si sceglie il leader del partito. Il Pd nel 2013 si presenterà, sbagliando, con Idv e Sel».

Angelino Alfano è stato indicato da Silvio Berlusconi come segretario politico del Pdl e verrà nominato a breve. E’ una mossa che può rispondere all’esigenza di cambiamento risvegliata nel Pdl dopo la sconfitta alle amministrative?

La nomina di Alfano cambia un po’ di cose nella nomenclatura, per il gruppo dirigente del partito è una bella novità. Alfano è uno dei più giovani e ha saltato la fila e questo è un cambiamento. Però non penso, come dice Formigoni, che gli elettori del Pdl abbiano fatto un salto sulla sedia alla notizia. Infatti i problemi del Pdl sono due: la politica economica e Berlusconi, non il partito. E’ stato il premier a insegnarci che il partito è lo strumento della politica, non la soluzione. Pensare che cambierà la politica perché cambia qualcosa all’interno del partito è un classico della tradizione comunista. Anche il nome segretario generale nazionale è ispirato al leninismo.

Le sembra che il Pdl abbia compreso bene i motivi della “sberla” elettorale e si appresti a reagire di conseguenza?
I motivi sono vari e mi sembra che non se li siano nascosti. Poi sottolinearne uno piuttosto che un altro significa fare una precisa scelta anche politica.

Cioè?
Se si dice che il problema è economico e fiscale, si dà la colpa a Tremonti che non ha aperto i cordoni della borsa. Se Tremonti afferma, come pare abbia fatto, che il punto è come sono stati spesi i soldi, allora si dà la colpa a Berlusconi.

Le pressioni su Tremonti andranno a buon fine?
Bisogna costringerlo a cedere un po’ sulla spesa pubblica ma mi sembra molto difficile. Da un lato non mi sembra giusto far crescere la spesa pubblica per togliere le castagne del fuoco al partito, dall’altro mi sembra improbabile che Tremonti ceda perché ha costruito la sua credibilità in Italia e in Europa sul rigore dei conti. Non cambierà per fare un piacere a Berlusconi.

Giuliano Ferrara ha proposto le primarie nel Pdl, appoggiato anche dal governatore Roberto Formigoni, e ha lanciato per l’8 giugno la manifestazione “Festa per il caro amico Silvio” a Roma.
Trovo un po’ contraddittoria la posizione del direttore del Foglio: sono d’accordo con lui quando dice che il Pdl non può vincere senza Berlusconi. Poi però mi sembra inutile chiedere le primarie per scegliere i coordinatori, gli scudieri, e non il leader. Nel Pd c’erano tanti leader e correnti e hanno fatto le primarie, dove ha vinto o quello su cui tutti erano già d’accordo, Veltroni, o il più organizzato, Bersani. Le primarie o le fai per scegliere il leader oppure sono inutili, una scappatoia per illudere la gente di partecipare alla vita del partito.

Il Pd ha vinto a Milano e Napoli con due candidati di altri partiti. Come questo influenzerà la scelta delle alleanze dei democratici in vista delle politiche del 2013?
Milano e Napoli hanno spinto Bersani, per me erroneamente, a credere che così sono già forti per presentarsi alle politiche e vincere. L’alleanza Pdv, Idv e Sel ormai è il nuovo centrosinistra anche se di “centro” non c’è più nessuno, è tutta sinistra ormai. Con questi ragionamenti è difficile che il Terzo polo si allei con loro.

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