Polo laico

Di Tempi
29 Settembre 2000
L’«Imam Biffi», come lo ha definito un editoriale della Stampa, è stato subissato di critiche ma la difesa del suo diritto di parola è stata molto blanda, anche da parte dei cattolici di professione

L’«Imam Biffi», come lo ha definito un editoriale della Stampa, è stato subissato di critiche ma la difesa del suo diritto di parola è stata molto blanda, anche da parte dei cattolici di professione, forse perché in certi ambienti il cardinale non è considerato politically correct. E invece no. Il cardinale Biffi ha espresso, nei modi propri della sua missione pastorale, un avvertimento che riguarda tutti, compreso il nostro governo. Chi, come me, ha avuto modo di incontrare i leader dei movimenti per i diritti civili di alcuni Paesi islamici – sono in contatto in particolare con esponenti iraniani e pachistani ma il fenomeno infetta o minaccia la generalità dei Paesi musulmani – non può nascondersi lo stato di estrema afflizione in cui versano i sudditi di quei regimi in cui religione e politica sono così intrecciate da trasformare ogni «peccato» in «reato», ogni idea anticonformista in bestemmia, ogni «vizio» privato in crimine contro lo Stato. La stampa è imbavagliata, imprigionamento, tortura e fucilazioni incombono sui dissidenti e liberali, le donne sono alla mercé dei loro padroni maschi, e spesso vittime di ogni forma di violenza legale o illegale. I tribunali le condannano, i mariti le bruciano vive, nella certezza assoluta dell’impunità. Il dramma è che in certi paesi la religione impregna tanto il costume di vita da rendere arduo ogni processo di riforma. Non è giusto allora chiedere cautela, e imporre clausole di rispetto dei diritti civili, nel caso di accordi bilaterali sull’immigrazione fra Italia e uno di quei paesi in cui il Sillabo di Pio IX verrebbe messo all’indice perché troppo liberale? Sarà un paradosso, ma il cardinal Biffi ha posto lo stesso problema del nostro Polo laico: libera Chiesa in libero stato e, soprattutto, libero ciascuno di noi dall’eventuale prepotenza delle chiese e degli stati.

Marco Taradash, Il Giornale, 22 settembre 2000

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