Porto Diaz, che bravi ragazzi!
Pacifisti? «Una volta raggiunto il corteo ci siamo mescolati agli altri, che non erano pregiudizialmente contrari alla violenza, e abbiamo cominciato ad assalire gli obiettivi. Il materiale (cioè sassi, spranghe, molotov, ndr) l’ avevamo accumulato al mattino presto e poi nelle ore successive. Tutta roba trovata sul posto»
Provocatori? «Questo serve anche a smentire le menzogne sui provocatori. Hanno raccontato, i cosiddetti capi dei No Global, che a fare gli scontri sono stati dei provocatori, che tra noi c’ erano sbirri travestiti. Ma io non credo che esista uno sbirro così coraggioso o pagato abbastanza per rischiare di finire linciato da noi. Perché noi stiamo attenti a chi ci sta intorno, e le persone sospette le controlliamo. Quel giorno uno sbirro sorpreso tra noi l’avremmo impiccato».
Alla scuola Diaz. La notte di sabato 21 luglio, infine, c’è stato il drammatico epilogo del blitz alla scuola Diaz. «Sono stati quelli del Gsf a provocarlo – s’infiamma Pierre -, perché dopo la morte di Giuliani non hanno fatto altro che invocare la mano pesante della polizia contro i black bloc. L’hanno voluta loro quell’irruzione. Se c’erano davvero le tute nere lì dentro? Ovvio».
Giovanni Bianconi, «Siamo i violenti del G8, con noi nessun infiltrato», (intervista a Pierre e Jean, due black bloc che erano a Genova durante gli scontri fra polizia e no global), Corriere della Sera, 17.7.2002
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