Povera zia

Di Tempi
08 Marzo 2001
Settimana scorsa mi è giunto il ferale annuncio: zia Fanny se n’è andata

Settimana scorsa mi è giunto il ferale annuncio: zia Fanny se n’è andata. In Tibet. A cercare «il suo karma». Poverina. Colpa del suo parrucchiere. Sì, proprio quello dell’OPEN YOUR MIND. A me, la sua cara nipotina Cocky, ha lasciato in eredità anche questa rubrica. Che dilapiderò, come tutto il resto, cominciando da: lercio è bello, anzi bellissimo. Secondo anno di sociologia. Posti migliori a lezione: scale, natiche per terra, schiena contro muro, quaderno-su-ginocchia. Uno zoo. Al centro della composizione degna di Goya noi che preferiamo i banchi. Osservati con stupore e disprezzo. Il branco indipendente ha i suoi rituali. Serata ska-skatenata, preparazione della manifestazione del sabato pomeriggio, del collettivo-su-resistenza-antifascista, chiesa-fattore-di-resistenza-all’europa-unita. Cerchio a terra con lotto-erbaceo. Piercing e shopping alla fiera di Sinigallia. Ci fu un tempo in cui questi erano: i gruppi-alternativi. Ora, alternativi a cosa? Sicuramente alla saponetta.

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