Poveri vecchi, povero mondo

Di Tempi
01 Dicembre 2005
GLI ANZIANI E L'ESEMPLARE CINISMO DEI VIGNETTISTI DI SINISTRA

Non perdetevi (si fa per dire) il Calendario 2006 della solidarietà dell’Auser, una Onlus attiva sulle tematiche degli anziani nata da una costola del sindacato dei pensionati della Cgil. Sotto il titolo ultrapoliticamente corretto di “Diversamente giovani”, si succedono mese per mese dodici vignette frutto della penna di noti disegnatori di sinistra (Altan, Ellekappa, Staino, Vauro) che dovrebbero rimandare l’immagine di “una vecchiaia tutta da ridere”, e invece sono un condensato di cinismo e di humour nero. «Nonno, cos’è l’Alzheimer?», «Un’ottima scusa per dimenticare». «Che programmi hai quest’estate nonna?», «Sono indecisa: al fresco al supermarket, in casa davanti alla tivù o con la testa nel forno».
La vecchiaia non riesce più a dire il suo nome e deve scusarsi mettendosi all’occhiello il distintivo del suo contrario per essere socialmente accettata. Del prestigio sociale e delle reverenza sacrale un tempo riservati agli anziani, per antonomasia i “saggi” della comunità, non resta nulla, perché nulla resta della loro vocazione: essere il ponte fra la comunità dei vivi e quella dei morti, essere il tramite attraverso cui l’energia di Dio e degli antenati giunge ai contemporanei, essere un modello di libertà, generosità e coraggio in forza della prossimità con la morte, che li rende partecipi dei due “mondi”. Dell’identità tradizionale degli anziani oggi non resta nulla perché il rapporto dell’uomo con la morte è segnato interamente dal risentimento: la morte non è la porta della rivelazione sul senso della vita; è solo l’ultimo nemico, da sconfiggere a forza di manipolazioni genetiche ed exploit biotecnologici. Perciò gli anziani sono solo patetiche figure di combattenti destinati a soccombere, quando non sono tragiche caricature di tremanti vigliacchi camuffati da giovani per sfuggire al destino.

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