PRESE IN GIRO

Di Bracalini Paolo
05 Agosto 2004
Si fa presto a dire Onu.

Si fa presto a dire Onu. Prendiamo l’Iran, per esempio. Francia, Germania e Regno Unito stanno progettando nuovi colloqui sui programmi nucleari di Teheran. Le trattative si erano arrestate un mese fa, dopo che l’Iran aveva annunciato di voler riprendere il programma nucleare “solo per scopo pacifici” (produrre energia). Malgrado tutti i rapporti dicano che sia ormai vicino all’atomica, i tre grandi dell’Europa continuano a seguire la vecchia strada. «Il dialogo è costante, noi crediamo ancora saldamente che questo sia l’unico modo per raggiungere lo scopo», ha detto un portavoce del Foreign Office di Londra. Era già andata male l’autunno scorso, quando Teheran aveva promesso di sospendere tutte le attività di arricchimento dell’uranio, di accettare qualunque ispezione, ma aveva poi fatto subito marcia indietro. Nemmeno l’opposizione iraniana in esilio gradisce più le morbidezze europee. Il portavoce del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana dice che il regime iraniano non vuole collaborare, sta solo prendendo tempo, e quindi Francia, Regno Unito e Germania invece di “collaborare”, dovrebbero portare il tutto al Consiglio di sicurezza dell’Onu. Dove gli Usa attendono, impazienti, di arrivare a una dura risoluzione di condanna.

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.