Presepi, presidi e presidenti
Non so se le massaie non leggano i giornali come dice quel gran cazzaro del Berlusca, però se evitano non sbagliano. Ci si fa solo del sangue marcio. Sabato mi è capitato di leggere: 1) un preside (testa di legno) di Vicenza ha tolto il presepe dalla scuola e ha abolito i canti natalizi perché i musulmani si incupivano, poverini; 2) Adrianone Galliani affermava: «Ancelotti è grande. D’ora in poi in panchina metteremo solo ex giocatori del Milan». Quando trovo amenità simili verso, più sollevato, il canone per la scuola privata più costosa del mondo dove mando i miei figli e sono felice di essere un tifoso del Genoa. Perché così sono sicuro che i bambini, almeno per un certo periodo, scriveranno le letterine a Gesù Bambino; perché così sono certo che, essendo escluso che il Grifo giochi l’Intercontinentale, non mi sorprenderanno mai in evidente stato confusionale. Se non vinceva a Manchester, caro Adrianone, Carlo Ancelotti faceva la fine che vorrei far fare io al preside di Vicenza.
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