Pro-memoria per le elezioni
Vogliamo Walter Veltroni presidente di una Commissione intergalattica sui crimini del comunismo, l’ex segretario Ds che su La Stampa del 16 ottobre 1999 scrisse: «comunismo e libertà sono stati incompatibili». Infatti: o all’epoca c’informò dei programmi di governo della Sinistra ulivista al cui interno sta uno spezzone d’incompatibilità con la libertà (i Comunisti Italiani); oppure denunciò ogni alleanza politico-elettorale fra Ulivo (o come diamine si chiama oggi) e Rifondazione Comunista. Nel secondo caso, ri-comunismo in parlamento, striscioni e bandiere con falce e martello, e pure magliette di Che Guevara ostentate sotto il palco di Cofferati equivalgono a una svastica che sventola in piazza.
Post scriptum
Una volta risorta, l’Unità ha celebrato la propria storia. Storia in cui c’è anche quella prima pagina listata a lutto del 6 marzo 1953, in cui fu scritto: «Gloria eterna all’uomo che più di tutti ha fatto per la liberazione e il progresso dell’umanità». Era morto Stalin. Stando al suo ex direttore Veltroni, la storia de l’Unità è incompatibile con la libertà.
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