PRODI DUX

Di Tempi
04 Novembre 2004
Prodi dal Papa prima della firma della Costituzione europea

Fini considera che ci vuole un nuovo governo. Il risultato delle elezioni supplettive gli consigliano di tentare sterzate. Problema di riforme mezze fatte, di promesse forse impossibili? O forse di poltrone? I giochi pre-elettorali nella maggioranza sono aperti. Tutti possono conquistare qualcosa. Ma anche tutti perdere.

Prodi dal Papa prima della firma della Costituzione europea. Quella che il “governo” di Prodi ha portato avanti è stata più volte aspramente attaccata dal Papa. Il quale poi deve sorbirsi anche i salamelecchi del candidato premier dell’Ulivo. Di fatto la firma a Roma segna uno strano sfregio ai richiami del Papa. E l’Europa che viene firmata con svolazzi di inchiostro è quella voluta più dai massoni alla Giscard d’Estaing, e che entusiasma i vari Ciampi. Essendo una costituzione di grande importanza per i popoli europei, fanno bene vari popoli (e forse anche l’Italia) a sottoporla a referendum.

Sharon è ritratto sui grandi media internazionali con l’ulivo in bocca. Il ritiro da lui voluto delle truppe israeliane da Gaza ha spiazzato chi lo ha sempre ritenuto un uomo capace solo di fare la guerra. I fan filopalestinesi sparsi nel mondo e pronti a infiammarsi sempre di odio antiisraeliano, in ansia per la sorte del vecchio leader Arafat, rimangono un po’ increduli. Forse l’uomo del muro e degli attacchi chirurgici contro obiettivi mirati di capi terroristi vuole essere infine l’uomo della pace anche a costo di rompere con l’ala destra del suo governo? Gli schemi ancora una volta saltano, il potere trama cose nuove, e come sempre i manichei non comprendono il mondo.

Barroso chiede tempo, prorogatio per “Romanone” Prodi. Che si rimette la giacca e fa slittare la manifestazione di piazza contro la Finanziaria del 6 prossimo. Rinviata per impraticabilità del capo.

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