Per Prodi le primarie del Pd saranno una gara «piena di entusiasmo». Entusiasmo è la parola giusta

´ «Non bastano semplici ritocchi per salvarci la faccia», dice Franco Giordano alla Repubblica (26 giugno).
Per una faccia come quella di Giordano servono veri e propri restauri.
´ «La definizione della Confesercenti che lei trova nel mio articolo (di sinistra) è di tutta la pubblicistica italiana», dice Furio Colombo sull’Unità (27 giugno).
La pubblicistica corrente non tiene conto che dopo il governo Prodi la Confesercenti non si considera più di sinistra.
´ «Penso che personalità come Bersani e Letta possano concorrere, insieme a me e tanti altri, a sostenere Veltroni», dice Piero Fassino all’Unità (27 giugno).
Fassino continua a proporre come modello del Partito democratico invece che il nuovo partito “fratello” americano, l’ex partito fratello Pcus.
´ «Bisogna portare anche le risposte», dice Walter Veltroni al Riformista (27 giugno).
Ma in contenitori biodegradabili.
´ «Intanto noi voltiamo pagina, vediamo se sono capaci anche loro», dice ch.g. su Europa (28 giugno).
Voltare pagina è una cosa, veltronarla invece è una cosa ma anche un’altra e un’altra ancora e ancora quella di prima e poi un’altra ancora.
´ «Con il discorso di Torino Walter Veltroni ha dimostrato che Prodi, Fassino, Rutelli, D’Alema e tutti gli altri dirigenti ulivisti hanno fatto la scelta migliore», dice Antonio Padellaro sull’Unità (28 giugno).
Alé, si torna al Migliore!
´ «Da oggi Veltroni è davvero il leader del centrosinistra italiano», dice Andrea Romano sulla Stampa (28 giugno).
Condoglianze.
´ «Israele non si decide ad avviare trattative politiche per la restituzione delle alture del Golan», dice Lamberto Dini al Corriere della Sera (28 giugno).
E questo nonostante i siriani siano personcine così per bene.
´ «Le primarie non sono inutili anche se il candidato è uno solo», dice Dario Franceschini al Corriere della Sera (29 giugno).
Attenzione a farsi le primarie da soli, si rischia nell’ordine: nevrosi, cecità e peli sulle mani.
´ «Sarà una bella gara piena di entusiasmo», dice Romano Prodi all’Unità (27 luglio).
Entusiasmo è la parola giusta.
´ «Non si può dire “emergenza” una crisi che dura ormai da quattordici anni», dice Giuseppe D’Avanzo (29 giugno).
I giornalisti-giustizialisti non capiscono l’allegria delle amministrazioni napoletane.
´ «Fabrizio Corona ha lo sguardo diagonale incorniciato da un gessato genere Al Capone», dice Alessandra Arachi sul Corriere della Sera (29 giugno).
Si aggiorni cara Arachi: adesso si dice gessato genere Lapo Elkann.
´ «A Prodi e Padoa-Schioppa va riconosciuto di non avere mai tolto enfasi all’importanza del risanamento finanziario», dice Franco Bruni sulla Stampa (29 giugno).
L’enfasi resta anche oggi. È il risanamento che è andato a puttane.
´ «Il centrosinistra può recuperare la sua forza iniziale solo se sarà compatto», dice Eugenio Scalfari sulla Repubblica (30 giugno).
Della serie: se mio nonno avesse le ruote, sarebbe un tram.
´ «Veltroni? Veltroni sono io», dice Luca Cordero di Montezemolo alla Repubblica (30 giugno).
La stessa profondità di pensiero.
´ «È evidente che il nostro obiettivo è raggiungibile solo grazie a un sistema elettorale classico», dice Marco Follini alla Repubblica (30 giugno).
È giusto interpellare uno come Follini sul sistema elettorale, in fin dei conti il suo intervento è già stato decisivo per regalarci il calderellum.
´ «L’interminabile trattativa sulle pensioni starebbe per concludersi con un colpo ad effetto: il rinvio del rinvio», dice Tito Boeri sulla Stampa (2 luglio).
Ah, terribili tempi: ci tocca concordare per filo e per segno con il sarcasmo boeriano.
´ «Va fatta una riflessione approfondita», dice Pierferdinando Casini all’Unità (2 luglio).
Approfondita? Casini si tira fuori subito?

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