Profezia (atto II)
Il grande uomo del secolo XXI… Il giorno dopo, non solo i visitatori del grande uomo, ma perfino i servitori furono stupiti per il suo aspetto particolare, quasi ispirato. Ma sarebbero rimasti ancora più colpiti se avessero potuto vedere con quale rapidità e facilità soprannaturali, rinchiuso nel suo studio, egli scriveva la sua celebre opera “La via aperta verso la pace e la prosperità universale”… Tutto il passato vi è trattato con così perfetta giustizia, tutto il presente apprezzato con tanta imparzialità, sotto tutti gli aspetti e il futuro migliore è accostato in modo così evidente e palpabile, che ciascuno dice: «Ecco qui ciò di cui abbiamo bisogno; ecco un ideale che non è utopia, ecco un progetto che non è una chimera»… Ognuno lo trova gradevole e in tal modo si compie la parola di Cristo.
«Sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accoglierete, un altro verrà nel suo proprio nome e voi l’accoglierete». Infatti per essere accolto bisogna essere piacevole.
Veramente alcune pie persone, pur lodando con calore il libro, si stanno a domandare perché mai non vi sia nominato nemmeno una volta Cristo, ma altri cristiani ribattono: «Sia lodato Iddio! Nei secoli passati tutte le cose sacre sono state rese logore da ogni sorta di zelatori senza vocazione ed ora uno scrittore profondamente religioso deve essere molto circospetto. E visto che il contenuto del libro è permeato dal vero spirito cristiano, dall’amore attivo e dalla benevolenza universale, che volete ancora?». Questa risposta fa tornare l’accordo fra tutti. Poco dopo la pubblicazione della “Via aperta”, che fece del suo autore l’uomo più popolare che fosse mai comparso al mondo, si doveva tenere a Berlino l’assemblea costituente internazionale dell’Unione degli Stati Uniti d’Europa. Questa Unione, istituita dopo una serie di guerre esterne ed interne, collegate con la liberazione dal giogo dei Mongoli e che aveva mutato in modo considerevole la carta dell’Europa, questa Unione era esposta al pericolo di uno scontro, ora non più tra le nazioni, ma tra i partiti politici e sociali. I reggitori della politica generale europea, appartenenti alla potente confraternita dei framassoni, si rendevano conto della carenza di una autorità generale esecutiva. Raggiunta al prezzo di tanta fatica, l’Unione europea era ad ogni istante sul punto di disgregarsi. Nel consiglio dell’Unione o tribunale universale (Comité permanent universel) non si era raggiunta l’unanimità, perché i veri massoni, votati alla causa, non erano riusciti a impadronirsi di tutti i seggi. Allora gli “adepti” decisero di rimettere il potere esecutivo nelle mani di una sola persona, munita dei pieni poteri necessari. Il principale candidato era un membro segreto dell’ordine, “l’uomo del futuro”.
(…) Il congresso si chiuse fra il tripudio generale e il grande eletto emanò un proclama che cominciava così: «Popoli della terra! Vi do la mia pace!» e terminava con queste parole: «Popoli della terra! Si sono compiute le promesse! L’eterna pace universale è assicurata! Il diritto internazionale possiede finalmente quella sanzione che fino adesso gli mancava. E d’ora innanzi nessuna potenza oserà dire: guerra, quando io dico: pace. Popoli della terra, la pace sia con voi!».
Vladimir Sergeevic Solov’ëv,
Il racconto dell’anticristo, anno 1900
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