Profumo d’Intesa
È il pezzo forte del momento. La gelida accoglienza da parte della Banca d’Italia non ha scoraggiato i fautori del progetto di fusione tra Unicredito e Intesa. Tutto sembra preparare il terreno per rendere il boccone più digeribile. Nella fusione tra Banca Intesa e Comit, la cultura aziendale di quest’ultima sembra stia prevalendo (Graecia capta ecc.): situazione ideale per lanciare un ponte autorevole verso il management di Unicredito guidato da Alessandro Profumo e dal suo team di homines novi. A livello di vertici aziendali, la nomina di Paolo Biasi a presidente di Unicredito (e prossimamente sulla tolda di Mediobanca) crea un’ulteriore saldatura tra il mondo delle casse di risparmio e quella che veniva definita la “Galassia del nord”. Ne deriverebbe un blocco di potere fortissimo, capace di indirizzare lo sviluppo economico di tutto il settentrione. Un blocco con cui qualunque potere politico dovrebbe scendere a patti, indipendentemente dal colore. Un fattore di stabilità, ma anche un’aristocrazia autoreferenziale. Potrebbe funzionare.
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