“Progettare relazioni”. Visita al Cimitero Monumetale di Milano

Di Rodolfo Casadei
01 Giugno 2019
In occasione della XVI Giornata europea dei Musei a cielo, Mara Servetto ci anticipa i contenuti della sua "passeggiata"

Milano celebra la XVI Giornata europea dei Musei a cielo aperto del 2 giugno proponendo una serie di Passeggiate tematiche all’interno di quello che è il più affascinante dei suoi musei a cielo aperto: il Cimitero Monumentale. Alle ore 10 Carla De Bernardi,  presidente degli Amici del Monumentale, guiderà il percorso “La simbologia” per mostrare i simboli che artisti e architetti hanno inserito nelle opere che popolano il Cimitero; alle 11 “La sorte dell’ironia”, percorso centrato sulle grandi figure della comicità con Tito Faraci, sceneggiatore di fumetti, autore di romanzi, saggi e programmi radiofonici; alle 11.30 (con un bis alle 14.30) Sergio Rebora, storico dell’arte e curatore artistico del Cimitero Monumentale, guiderà “Alla scoperta dei Giardini cinerari” che conservano le ceneri di numerosi protagonisti della vita politica, sociale e culturale milanese e italiana del XIXI e XX secolo; alle 12.30 il cardiologo Filippo Moglia parlerà dei “Grandi medici dell’Ottocento lombardo”; alle 16 Anna Lori Ambrosoli guiderà la passeggiata “Milano 1979 Solitudine e libertà di un uomo perbene” nel quarantesimo anniversario dell’omicidio del marito Giorgio Ambrosoli.

Alle ore 12 a guidare un percorso fra le sepolture e le lapidi del famedio commemorative di designer e architetti milanesi o che hanno operato a Milano sarà una delle più famose designer del mondo: Mara Servetto, dello studio Migliore + Servetto Architects, premiata nel corso della sua carriera con tre “Compasso d’Oro ADI” (il più importante riconoscimento italiano di design), undici “Red Dot Design Award” e due “German Design Award” (i due più importanti premi tedeschi) e due “IDA” – International Design Award – per i suoi progetti nel campo dell’exhibition, interior e urban design. La Servetto guiderà la passeggiata dal titolo “Progettare relazioni”, un percorso dedicato a Giannino e Achille Castiglioni (padre e figlio, scultore e architetto designer) a Joe Colombo e Gae Aulenti che mostrerà come il design sappia coniugare bellezza e funzionalità e disegnare i comportamenti presenti e futuri dei fruitori degli oggetti. Il percorso, che toccherà il monumentale Golgota di Giannino Castiglioni, la Tomba Bernocchi, la Tomba Campari e l’Edicola Rizzoli, vuole giocare sui rimandi tra classicità e modernità, sulla tradizione che si fa eredità da sviluppare in forme nuove.

Come ci spiega Mara Servetto in persona: «È la prima volta che guido una visita al Cimitero Monumentale di Milano, e ho pensato un percorso fra quelli che sono i miei riferimenti. Partirò da Achille Castiglioni che è stato il mio maestro: ho studiato all’università di Torino con lui e sono venuta a Milano perché lui ha chiamato me e Ico (il compagno, anche lui architetto designer  di prestigio internazionale – ndr) con lui al Politecnico e quindi siamo diventati milanesi. Parlerò del suo modo di progettare, una progettazione sempre attenta ai comportamenti del fruitore: è la lezione che abbiamo assimilato e che ha improntato tutto il nostro processo professionale. Il fatto che un progettista si occupi non semplicemente di progettare oggetti, ma di disegnare i comportamenti attorno a quegli oggetti più che le forme, questa è una cosa davvero interessante che voglio far conoscere. Nel famedio Castiglioni e Gae Aulenti sono vicini: anche Gae ha realizzato alcuni esempi di design dove la questione del comportamento è rilevante. Quindi volevo far conoscere Joe Colombo, un designer che pochi conoscono perché è morto giovane per un infarto. Lui ha studiato a Brera e nasce artista, poi da designer ha realizzato una serie di progetti interessantissimi imperniati sui comportamenti. Faceva sperimentazioni futuristiche non tanto in relazione alla forma, quanto alla generazione del comportamento: per esempio ha fatto cose per sedersi che potevano essere usate in tanti modi diversi, sedendosi in modo canonico, o sdraiato, o appoggiato. Ha fatto un divano che era un grande cilindro con dentro altri cilindri: li si tirava fuori e c’erano delle clip che permettevano di creare delle conformazioni diverse (chaise longue, divano normale, lettino, ecc.) e uno lo organizzava in funzione del momento della giornata, di quel che era più utile o più comodo. Quest’aspetto per cui la bellezza dell’oggetto ha a che fare col comportamento, col coinvolgimento delle persone mi sembra molto bello. E questo passaggio di valori da una generazione a un’altra, in un cimitero, mi sembra molto interessante da lasciare come messaggio».

E il rapporto fra classicità e moderno? «Tutto questo lo lego alla classicità perché il papà di Castiglioni, Giannino Castiglioni, è stato uno scultore classico, e nel Monumentale ci sono molti esempi di sue sculture come la Tomba Campari o il Golgota che sono sculture classiche, ma anche lì con un contenuto relativo al comportamento. Nella Tomba Campari c’è un’Ultima cena realizzata con figure dal vero un po’ più grandi del reale, dove chi osserva è un po’ come se fosse seduto allo stesso tavolo: il visitatore diventa parte della scena scultorea. Lo stesso si può dire del Golgota di Giannino Castiglioni, che è fatto come la Colonna Traiana, ma con la differenza che la sua è cava, ed entrando all’interno si vedono le schiene e le gambe dei personaggi che si affacciano sull’esterno. In un’espressione classica come un monumento sepolcrale troviamo un’attenzione ai comportamenti che poi il figlio ha tradotto nell’estrema modernità di una lampada ad arco o di cento altri oggetti dove il comportamento è sempre centrale. Questo significa che da stili e atteggiamenti molto diversi si possono prendere dei valori molto forti che possono essere tradotti in forme nuove e distanti da quelle originarie. Il rapporto vivo fra classicità e contemporaneità sta in questo saper vedere, all’interno anche di un momento distante come può essere un modello classico, dei valori assoluti che possono trovare una nuova veste in altri tempi».

Articoli correlati

0 commenti

Non ci sono ancora commenti.