proposta di legge sulla professionalità docente
I recenti scioperi indetti dai sindacati della scuola mostrano una logica che procede imperterrita nel negare alla professione insegnante ogni identità riconoscibile. Al di là delle proteste legate a motivi di contingenza politica interna ed internazionale, al di là delle ovvie richieste salariali (ma dopo decenni di contrattazione sindacale il salario reale è calato dello 0,5%) e di qualche timida invocazione di contrattazione separata per la professione docente, l’unica prospettiva offerta è ancora una contrattazione minuta di ogni fattore della professione, secondo la più vetusta consuetudine della funzione impiegatizia.
Anni e anni di questa logica non hanno permesso la costruzione di alcuna “tradizione” professionale tra gli insegnanti italiani, che si trovano così frammentati in una pluralità di modelli di riferimento, volta a volta dettati da bizzarre forme contrattuali che usano prospettive pedagogiche per costruire modelli occupazionali. Si passa dall’insegnante centrato sulla materia/disciplina a quello centrato sui progetti di scuola (economicamente incentivati), al privilegio accordato al didatticismo e ai “materiali dell’apprendimento”. Così la somma di tutti i modelli crea una proliferazione di competenze e compiti la cui enumerazione diventa ridicola (è stato calcolato che ci sono in vigore attivo circa 800 indicazioni di comportamento), ma che costituisce il paradiso della contrattazione omnicomprensiva. Le associazioni professionali che già un anno fa al Convegno nazionale di Diesse avevano presentato una petizione al ministro Moratti sulla professionalità docente danno oggi vita ad un Cartello per lo stato giuridico e la contrattazione separata. Non si tratta di porsi in contrapposizione con i sindacati, ben necessari nel loro ambito, ma di reintrodurre luoghi non teorici, non ipotetici ma “dentro” le scuole, dove il dibattito sulla professione sia riaperto, senza le pregiudiziali egualitaristiche dei sindacati che non vogliono sentir parlare di contrattazione separata o che temono che un nuovo stato giuridico diminuisca il loro potere contrattuale. Riteniamo pertanto che il parlamento debba assumersi la responsabilità della funzione docente, con una norma di delega sullo stato giuridico del personale docente.
Norma di delega sullo stato giuridico
del personale docente
Art. 1.
1. Il Governo è delegato ad adottare, entro ventiquattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi sullo stato giuridico del personale docente nel sistema educativo nazionale di istruzione coerenti con i principi costituzionali della libertà d’insegnamento, dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e dello sviluppo della personalità degli allievi, nel quadro della cooperazione tra scuola e genitori e tra scuola e territorio; l’adozione delle norme delegate dovrà avvenire nel rispetto dei seguenti principi e i criteri:
a) definizione della funzione docente intesa come autonomia professionale nello svolgimento dell’attività didattica, scientifica e di ricerca, nonché come interpretazione creativa e responsabile del contenuto d’insegnamento;
b) garanzia della libertà d’insegnamento intesa come fondamento dell’autonomia scolastica ed espressione di pluralismo culturale all’interno delle Istituzioni scolastiche;
c) la funzione docente si esplica nella libera progettazione/attuazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione e con l’esigenza di migliorare l’efficacia del processo di insegnamento e di apprendimento;
d) definizione del profilo della funzione docente come materia legislativa esclusiva dello Stato;
e) individuazione e determinazione, nel quadro unitario dell’attività docente, di figure e funzioni intermedie di sviluppo professionale intese come: funzioni di supporto, di tutorato e di coordinamento dell’attività educativa, didattica e gestionale delle istituzioni scolastiche e formative;
f) affermazione della dirigenza scolastica come uno degli sviluppi professionali della funzione docente;
g) individuazione di un’autonoma area di contrattazione sindacale per il personale docente;
h) individuazione degli ambiti soggetti a contrattazione sindacali: salario ordinario e accessorio, regime delle assenze, oneri aggiuntivi di servizio; (…);
i) riconoscimento delle Associazioni degli insegnanti come organismi che hanno titolo ad essere ascoltate in materia di definizione: 1) dello stato giuridico del personale; 2) del codice di deontologia professionale, ivi inclusi gli aspetti di sanzione disciplinare; 3) del bando concorsuale per l’assunzione del personale docente; 4) della valutazione del servizio; 5) tutela e difesa della funzione docente; 6) (…);
j) riforma del sistema concorsuale e del sistema di contrattazione della prestazione lavorativa, libera e concorrente.
Giuseppe Meroni, Presidente Diesse
(Didattica e innovazione scolastica)
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