PROPRIO EQUI!

Di Fabio Cavallari
30 Settembre 2004
Capita spesso. Stai cercando lavoro e ogni annuncio, ogni segnalazione diventa un’importante possibilità.

Capita spesso. Stai cercando lavoro e ogni annuncio, ogni segnalazione diventa un’importante possibilità. Magari sei anche di sinistra e non hai più vent’anni. Ti piacerebbe coniugare quello che fai con quello che pensi, alle tue spalle hai notevoli esperienze professionali ma la dura realtà della vita quotidiana ti fa rimanere ben salda con i piedi per terra. Commessa, segretaria d’azienda, centralinista, tutto va bene. Devi portare a casa la pagnotta e non puoi andare tanto per il sottile. Un’inserzione ti mette di buon umore, potrebbe fare per te. Lavoro ed impegno sociale. Una Bottega equo-solidale cerca personale. Prendi nota, telefoni e fissi un appuntamento. Molto cortesemente il tuo “datore di lavoro” ti spiega il valore etico dell’impresa, illustra il tipo di attività e ti fa la sua proposta. Part-time, tre ore al mattino e tre ore al pomeriggio. Trenta ore a settimana. Salario circa seicento euro. Ti propone un contratto a tempo determinato. Farai capo ad una cooperativa. Solo un piccolo particolare: ti mette in regola e ti paga per venti ore, anziché per le trenta che effettivamente svolgerai. Quando Serena mi chiama per chiedermi un parere, cerco di rimanere pacato e mi preoccupo solamente della sua necessità impellente. Lei deve percepire una retribuzione che le consenta di sopravvivere. La invito a valutare i costi di trasporto e la distribuzione delle ore nella giornata, poi se questa è l’unica possibilità concreta il mio consiglio è perentorio: accettare. A margine di tutto ciò però, una furia rabbiosa mi rovina la giornata. Per carità, queste pratiche sono uso comune nelle piccolissime aziende, non mi scandalizzo certo per così poco. Qui però, c’è un’aggravante etica che stride e che grida vendetta. Ad avanzare la proposta non è l’avido imprenditore. No! Il soggetto è colui che pretende di farmi la morale se compro scarpe Nike, è colui che mi chiede di acquistare nella sua bottega per non alimentare il meccanismo dello sfruttamento. EquI e solidali? Certo. Equi nello sfruttare e solidali con il proprio portafoglio.

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