Provaci ancora Silvio, metà degli italiani è con te
La protesta di Berlusconi nei confronti dell’Unione si basa su un fatto preciso. La sinistra aveva puntato sulla fine del consenso attorno al leader di Forza Italia, sul tramonto di ciò che essa aveva definito berlusconismo. Questo non è avvenuto e la sinistra è stata sconfitta politicamente. Essa ha vinto grazie al voto degli italiani all’estero e non ha perciò la maggioranza nel paese. La contestazione del voto fatta da Forza Italia, fondata sul milione di schede nulle, indica la volontà del partito di non accettare la legalità di quel risultato. Al tempo stesso ne rileva la illegittimità politica e per questo ha proposto un accordo che garantisca un livello di consenso tra le due parti del Parlamento. Ma le difficoltà per la coalizione appariranno se veramente la sinistra cercherà di occupare tutte le cariche istituzionali e di applicare il suo programma come se avesse una solida maggioranza nel paese.
Il lungo tempo, imposto per ragioni costituzionali dal presidente della Repubblica, che divide la data dell’elezione da quella della formazione del governo, potrebbe servire a cercare un punto di contatto tra le due coalizioni. Ciò è tuttavia problematico perché i risultati delle elezioni hanno premiato nella sinistra le componenti più estreme, rendendo difficile la formazione di una omogeneità politica alla base del governo. Costruita come un cartello elettorale contro Berlusconi, la sinistra non ha mai pensato a fondo le difficoltà di formare un governo con fazioni così eterogenee. Il fascino del potere potrebbe anche mettere a tacere le differenze politiche, ma questo è ancora da provarsi nella realtà della pratica. L’importante è che il centrodestra rimanga unito e sia alternativo alla sinistra nel Parlamento e nel paese. Ora Berlusconi sarà libero di avviare una grande campagna di opposizione, come dimostra la sua volontà di candidarsi alle elezioni comunali di Roma e di Napoli. Sembrava prestato alla politica, ma il popolo che ha creato lo ha reso responsabile di milioni di persone che hanno appoggiato la sua linea e l’alleanza che egli ha costruito. Qualunque idea di grande centro è ormai sfumata dall’affermazione del bipolarismo a tutti i livelli. Non esiste più l’idea che il voto dell’Udc possa unirsi a quello della sinistra per bilanciare la perdita dei voti di Rifondazione. Nonostante il sistema proporzionale, l’elettorato è rimasto bipolare. Se l’idea di un accordo sarà rifiutata, non rimarrà all’opposizione che la contestazione ferma della politica del governo, col consenso di tanta parte del paese. La Margherita pensava di prendere voti al centrodestra: non vi è riuscita e se vorrà ritentare all’interno del governo, si troverà in contrasto con altre parti della maggioranza. Berlusconi ha offerto alla sinistra l’accordo globale o il confronto politico parlamentare. Ha mostrato la sua responsabilità e la sua fermezza.
bagetbozzo@ragionpolitica.it
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