PUbblicare o non pubblicare le vignette?
Cosa ne pensa chi fa quotidianamente satira sui maggiori giornali italiani dell’incredibile vicenda delle vignette balsfeme? Vincenzo Gallo, alias Vincino, disegnatore del Foglio e del Corriere della Sera, dice a Tempi di essere «favorevole al mille per mille alla pubblicazione. Sto dalla parte di chi ha disegnato e pubblicato le vignette. Dirò di più: sono dell’idea che bisognerebbe bombardare il mondo islamico con milioni e milioni di vignette, di ogni genere e tipo». Vincino afferma di sentirsi addosso una certa responsabilità: «Se nel 1914 la guerra mondiale è iniziata con l’assassinio di un arciduca, adesso rischia di essere sufficiente, come causa, una vignetta. Quindi il potere che io stesso, semplice vignettista, mi ritrovo in mano, mi spaventa un po’. Anche se, per quanto mi riguarda, in passato ho fatto anch’io satira su tematiche simili, raffigurando anche il Papa, e suscitando clamore». Di parere simile è Giorgio Forattini, recentemente approdato sulle pagine del Giornale, che esprime la propria solidarietà ai colleghi accusati di blasfemia. Quei disegni? Andrebbero «pubblicati e ripubblicati». «Questa vicenda ci fa vedere una volta di più quanto sia fragile il rapporto tra l’Occidente e l’islam. In questo specifico caso, però, il torto sta tutto dalla parte di chi ha formulato minacce di morte».
Mentre la vignettista di Repubblica Ellekappa, pseudonimo di Laura Pellegrini, preferisce non rilasciare commenti sulla vicenda, il vignettista del Giornale, Alfio Krancic dice a Tempi: «La gravità di quello che sta accadendo è evidente, soprattutto perché si è travisata l’ironia del giornale danese». Si sente più limitato nel suo lavoro in questo momento? «Beh, in un certo senso sì, i miei colleghi danesi sono stati minacciati addirittura di morte. Eppure, soggetti un po’ rischiosi anche io li ho sempre trattati, ma se adesso una semplice e talvolta ingenua vignetta rischia di rompere l’equilibrio tra Stati e mettere in crisi la pace.».
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